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Legge di Stabilità, Grilli: disposti a modifiche

di Barbara Weisz

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Legge di Stabilità in via di modifica: dopo il dietrofront su spese mediche, indennità e permessi legati alle disabilità, il Ministro Grilli si dichiara possibilista sulla retroattività dei tagli alle deduzioni e detrazioni fiscali, nonché all'aumento IVA purché si facciano quadrare i conti.

Il Governo è disponibile a discutere in Parlamento di cambiamenti alla Legge di Stabilità (=> vai elle misure del Ddl definitivo) «a patto di rispettare i vincoli di copertura», anche sulla retroattività delle detrazioni: parola del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. Ed anche sull’aumento IVA di un altro punto Grilli si dimostra possibilista: «mai dire mai», ha affermato a margine di un’audizione alla Camera.

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Il cammino parlamentare del disegno di legge di stabilità si preannuncia quindi denso di discussioni e di novità, ma quali che siano i cambiamenti il punto cruciale sarà far tornare i conti.
La quadra sui conti. Grilli ha spiegato che aumento IVA di un punto, riduzione prime aliquote IRPEF e detassazione salari di produttività  necessitassero come contro-partita la stretta sugli sgravi fiscali già nel 2012: in caso contrario sarebbe mancato nel 2013 circa 1 miliardo di copertura rispetto al costo delle altre misure (8,7 miliardi).

PRO

CONTRO

L’alternativa sarebbe stata rinviare l’intervento sul secondo scaglione IRPEF al 2014. «Abbiamo preferito non farlo».

I tagli retroattivi. La Legge di Stabilità aumenta le tasse riducendo le detrazioni e deduzioni fiscali per i redditi sopra i 15mila euro, tramite la franchigia da 250 euro ed il tetto di 3mila euro alle detrazioni fin dalla dichiarazione 2013 sui redditi 2012, in deroga allo Statuto del contribuente.

Il ministro grilli difende tale scelta: «le eccezioni allo Statuto del contribuente negli anni sono la regola piuttosto che l’eccezione. Purtroppo negli interventi fiscali la retroattività si rende spesso necessaria per ragioni di copertura. Non toccare l’anno in corso può rivelarsi problematico».

Spese sanitarie e disabilità

Rispetto alla prima bozza, il ddl definitivo ha concesso qualcosa ai contribuenti, in particolare il Governo ha fatto dietro front sul dimezzamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici per i 3 giorni di permesso concessi dalla Legge 104 per assistere congiunti infermi o disabili; marcia indietro anche sull’assoggettamento IRPEF sulle indennità di accompagnamento.

In generale, è stata perfezionata l’esenzione dalla stretta in tutti i casi di disabilità.

In tema di detrazioni, in particolare, vengono risparmiate le spese mediche e di assistenza per portatori di handicap (articolo 10, comma 1, lettera b del Tuir).

Escluse dalla franchigia anche le spese per facilitare la locomozione dei disabili (comprese auto e moto), come elencate dell’articolo 15, lettera c, dal quarto all’ottavo periodo del Tuir e quelle sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza, per un importo non superiore a 2.100 euro e se il reddito complessivo non supera i 40mila euro (lettera i-septies, comma 1, art 15 del Tuir).

Per quanto riguarda le altre spese mediche (specialisti, interventi chirurgici, protesi, odontoiatria), il Ddl prevede la franchigia da 250 euro (invece di 129,11 euro) anche se queste spese non concorrono a formare il tetto da 3mila euro.