Semplificazioni e Spesometro: niente soglia per operazioni B2B

di Francesca Vinciarelli

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In audizione alla Camera Attilio Befera parla dello spesometro e ipotizza l'eliminazione della soglia per operazioni B2B, potrebbe essere reintrodotto l'elenco clienti e fornitori.

In un periodo in cui si fa gran parlare di semplificazioni il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, in audizione in commissione finanze della Camera sui risultati della lotta all’evasione fiscale tocca il tema dello Spesometro proponendo l’eliminazione della soglia dei 3mila euro per le comunicazioni B2B (business to business), ovvero tra imprese. Concordi le Associazioni di Rete Imprese Italia, che chiede che non vengano applicate sanzioni sui dati relativi al 2010.

Lo Spesometro rischia di diventare un doppione delle altre misure messe in campo da Fisco contro l’evasione fiscale, ovvero quelle per la tracciabilità dei pagamenti con l’abbassamento della soglia per i pagamenti in contanti a 1.000 euro, al costante monitoraggio dei rapporti finanziari da parte dell’amministrazione finanziaria che può consultare l’Archivio rapporti e alla comunicazione delle operazioni IVA rilevanti (redditometro).

Semplificazione per le imprese

Lo spesometro potrebbe quindi essere abolito o perlomeno diventare senza soglia, per essere sostituito dalla reintroduzione dell’elenco clienti e fornitori.

Una semplificazione che avrebbe l’obiettivo di migliorare i rapporti tra contribuenti e Fisco e che renderebbe la contabilità aziendale più agevole, permettendo di evitare agli imprenditori l’onere di valutare ogni singola operazione e di selezionare le operazioni da comunicare perché non rientranti tra le cause di esclusione.

In ogni caso, per il  responsabile fiscale di Casartigiani, Beniamino Pisano, andrebbe anche «rivista la “modulistica” dell’invio. L’attuale tracciato dell’Agenzia ha creato qualche disagio, non essendo possibile stampare il dettaglio delle operazioni inviate. Un format, basato su specifiche tecniche, che non consente di dare adeguata evidenza al lavoro svolto, soprattutto nei confronti del cliente».

Elenco clienti-fornitori

Se non fosse possibile abolire lo Spesometro, quanto meno bisognerebbe secondo Befera innalzare la soglia dell’adempimento, possibilmente con un ritorno all’elenco integrale clienti-fornitori integrato con le operazioni B2C (business to consumer).

Ai membri della Commissione Finanze della Camera Befera ha rivelato: «la seconda comunicazione dello Spesometro sarebbe forse meglio ( e lo stiamo proponendo, poi sarà il Parlamento a dover intervenire) renderla come elenco completo, perché il limite ai 3 mila euro dà solo fastidio agli addetti ai lavori. Mi auguro che la delega sulla riforma fiscale sia fatta in modo tale da eliminare questi adempimenti inutili o comunque concentrarli».

Sanzioni sui dati 2010

Rete Imprese Italia ha concordato con le osservazioni di Attilio Befera e ha inoltre proposto, in una lettera inviata proprio al direttore dell’Agenzia delle Entrate, che non vengano applicate sanzioni sull’invio dei dati relativi al 2010, a fronte della novità dell’adempimento e dei numerosi dubbi interpretativi che gli imprenditori hanno posto negli ultimi mesi.

Principalmente i chiarimenti sono stati chiesti «in merito ai contratti collegati e ai corrispettivi periodici», ha rivelato Andrea Trevisani, direttore politiche fiscali Confartigianato. Va inoltre considerato che «qualche associazione, inoltre, aveva trasmesso rispettando il vecchio termine del 31 dicembre e in questi giorni ha dovuto provvedere a inviare le comunicazioni sostitutive alle luce dei chiarimenti dell’Agenzia di inizio anno».

Dunque è probabile che non vi sia stata uniformità nei dati trasmessi da contribuenti e  consulenti, «le istruzioni hanno fornito risposte su quasi tutti i temi, ma la casistica riscontrata sul campo si è rivelata più vasta delle ipotesi chiarite dalla prassi. – ha spiegato Antonio Vento, responsabile fiscalità d’impresa di Confcommercio.

È plausibile ritenere che su situazioni quali le operazioni collegate o frazionate, l’IVA del margine o le note di variazione il committente e il prestatore abbiano comunicato informazioni difformi. Auspichiamo che, in presenza di questi disallineamenti, l’Agenzia sia indulgente e comprenda le difficoltà, come peraltro solitamente accade in queste circostanze».