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Reddito IRPEF nel 730 degli Italiani, tutti i numeri

di Barbara Weisz

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In aumento il reddito IRPEF degli Italiani, solo il 5% ha potuto accettare senza modifiche il 730 precompilato e il 10% ha dovuto restituire il bonus da 80 euro in busta paga: le dichiarazioni 2015.

Sale il reddito degli Italiani nel 2015, diminuiscono i contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi, in pochissimi ad accettare senza modifiche il 730 precompilato: sono i primi dati del consueto report del ministero delle Finanze sull’imponibile IRPEF dichiarato. I contribuenti che hanno presentato la dichiarazione nel 2015 sono 40,7 milioni (-0,7% rispetto all’anno precedente), il reddito medio si attesta a 20.320 euro (+0,4% sul 2014), circa la metà dei contribuenti guadagna meno di 16.430 euro l’anno. Il primo 730 precompilato è stato inviato a oltre 19 milioni di contribuenti ma solo il 5,1% lo ha accettato senza modifiche, in tutti gli altri casi sono state fatte integrazioni e modifiche. Vediamo i dati più nel dettaglio.

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Reddito medio

Il calo del numero dei contribuenti riguarda in particolare i contribuenti con fascia di età fra 25 e 44 anni (3%) e i pensionati (-1,1%). La Regione con il reddito IRPEF medio più elevato si conferma la Lombardia, a quota 24mila 20 euro, seguita dal Lazio, 222mila 500, mentre il fanalino di coda resta la Calabria, 14mila 510. In generale, sul fronte dell’analisi territoriale, il reddito medio delle regioni del Sud e del Centro è cresciuto meno della media nazionale.

Resta sostanzialmente invariata rispetto all’anno scorso la percentuale di dipendenti e pensionati, all’82% del reddito complessivo dichiarato, la quota relativa ai soli pensonati è anche quest’anno sopra al 30%, per la precisione al 30,2%. Il reddito medio più elevato è quello dei lavoratori autonomi, pari a 35mila 570 euro, seguono i dipendenti, 20mila 520 euro, quindi gli imprenditori individuali, 18mila 280 euro, e i pensionati, 16mila 700 euro. Infine, il reddito medio da partecipazione a società di persone è di 16mila 40 euro. Non sono compresi in queste cifre i redditi da capitale, soggetti a tassazione sostitutiva. Il confronto con il 2015: sale del 2,6% il reddito medio da pensione, scende quello da lavoro dipendente, 0,4%, e lavoro autonomo, -0,3%.

=> IRPEF: tasse locali con aumenti record

Effetto bonus in busta paga

Il bonus da 80 euro in busta paga è stato pagato per la prima volta nel 2014, a partire dal mese di maggio ed è quindi finito nelle dichiarazione 2015. Lo hanno utilizzato 11,3 milioni di contribuenti, per un ammontare medio di 540 euro annui (l’importo massimo 2014, considerando 80 euro al mese da maggio a dicembre, era pari a 640 euro). I lavoratori che hanno ricevuto il bonus in busta paga da parte dei datori di lavoro sono stati 11,6 milioni: di questi, 798mila lo hanno restituito in sede di dichiarazione (perché il reddito complessivo annuo superava la soglia dei 26mila euro che è il tetto per il bonus in busta paga) e 651mila ne hanno restituito solo una parte.

=> Bonus 80 euro da restituire, colpa del 730

730 precompilato

Nel 2015, anno di esordio della dichiarazione precompilata, è stata ricevuta da 19 milioni di contribuenti. Di questi, 13 milioni lo hanno utilizzato, gli altri hanno invece presentato la dichiarazione in forma cartacea. Sono 11,5 milioni i contribuenti che, per presentare il 730 precompilato, si sono rivolti a un CAF o a un intermediario, mentre 1,4 milioni di contribuente lo hanno inviato autonomamente utilizzando i servizi online dell’Agenzia delle Entrate. Sono 665mila i contribuenti che non hanno apportato modifiche, pari al 5,1%, mentre il restante 94,9% ha rettificato o integrato i dati.

=> Dichiarazione precompilata 2016: 730 e UNICO

In generale, si rileva come nel primo anno di applicazione la dichiarazione precompilata, che non conteneva le detrazioni per spese sanitarie (presenti, invece, quest’anno) non abbia comportato una riduzione delle detrazioni utilizzate dai contribuenti per questa tipologia di spesa, che anzi sono leggermente aumentate (+166mila contribuenti, +391 milioni di euro).

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Aliquote IRPEF e scaglioni di reddito