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Calcolo pensione con sistema retributivo, contributivo o misto

di LavoroImpresa

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Quando si matura il diritto alla pensione? Come calcolare l'ammontare della rendita mensile: requisiti e simulazioni caso per caso con il sistema contributivo e retributivo.

Dal 2012, la Riforma delle Pensioni Fornero-Monti ha mutato il sistema di calcolo dell’assegno introducendo il contributivo pro rata per tutti: si va in pensione solo al raggiungimento di una soglia minima e si riceve un importo calcolato sulla base dei contributi versati.

Calcolo pensione contributivo

Dal 1995 gli assegni delle pensioni si misurano sulla base dei contributi versati: ciò significa che al momento della pensione la dote accumulata da ogni lavoratore si trasforma in rendita mensile applicando un coefficiente che tiene conto dell’età e delle aspettative di vita. La determinazione dell’importo della pensione con il sistema contributivo si basa dunque sul montante contributivo individuale costituito dagli accantonamenti dei contributi annuali ai quali sarà applicato il coefficiente di trasformazione.

In pratica, per ogni anno di lavoro viene accantonata una somma determinata applicando l’aliquota di computo sul reddito imponibile, mentre per gli iscritti alla gestione separata determinata annualmente. A fine anno la contribuzione ottenuta si rivaluta al tasso di capitalizzazione, dato dalla variazione media del PIL del quinquennio precedente, calcolato dall’ISTAT. La rivalutazione – blocchi di legge a parte – dovrebbe essere operata al 31 dicembre di ogni anno con effetto sulle pensioni con decorrenza 1° gennaio dell’anno successivo.

Calcolare l’età pensionabile

Il diritto alla pensione, dunque, non matura più quando si raggiunge il numero minimo di contributi e l’età anagrafica minima: la somma dei due fattori espressi in anni, infatti, con il vecchio sistema non doveva essere inferiore a una specifica quota, che prima cresceva ogni anno ma che ora è stata abolita (tranne in alcune specifiche eccezioni). Quando si andrà ora in pensione?

A quanto ammonterà la pensione?

Al momento della liquidazione della pensione, il montante contributivo individuale con sistema contributivo viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione, che aumenta proporzionalmente all’aumentare dell’età di pensionamento. I coefficienti, dopo la Riforma Fornero, vengono aggiornati ogni triennio, in corrispondenza dello scatto degli adeguamenti alla speranza di vita. I prossimi adeguamenti sono previsti nel 2019 e poi ogni due anni (2021, 2023, 2025…). L’entità è decisa di volta in volta in base ai dati ISTAT.  Intanto, per individuare il coefficiente di trasformazione che si applicava ai lavoratori privi di anzianità contributiva al 1° gennaio 1996, occorreva fare riferimento alla seguente tabella.

Esemplificando, ai fini del calcolo occorre: individuare la retribuzione annua dei lavoratori dipendenti o i redditi conseguiti dai lavoratori autonomi e parasubordinati; calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell’aliquota vigente; applicare al montante contributivo il coefficiente di trasformazione.Le pensioni liquidate con il sistema contributivo, a parità di contributi e retribuzione sarebbero comunque state di importo inferiore rispetto a quelle liquidate con il sistema retributivo. Ciò vuol dire che i lavoratori più giovani saranno penalizzati rispetti ai genitori, ragion per cui dovranno tutelarsi pensando a forme di pensione integrativa. Ma c’è di più, poiché al sistema contributivo non si applicano le disposizioni sull’integrazione al minimo: chi ha contributi dal valore molto basso potrebbe ritrovarsi a percepire una pensione ridotta pur avendo molti anni di versamenti.

Il calcolo della pensione con sistema contributivo parte dai contributi versati a partire dal 31 dicembre 2011. Questo vuol dire che per chi fino a oggi aveva ancora il retributivo, restando salve le precedenti regole per i vecchi contributi, la penalizzazione è tanto minore quanto si era vicini all’età pensionabile.

 Quale sistema di calcolo pensione adottare?

  • Contributivo: per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995.
  • Retributivo fino al 31 dicembre 2011 e poi contributivo: per chi aveva maturato almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  • Misto, ossia retributivo fino al 31 dicembre 1995 e poi contributivo: per chi al 31 dicembre 1995 lavorava ma non aveva maturato 18 anni di contributi.

Simulazione calcolo pensione con sistema contributivo

Si immagini il lavoratore dipendente che nel corso dell’anno n andrà in pensione. Dalla somma delle retribuzioni annue (ra) si dovranno calcolare i contributi del 33%, in modo da ottenere il montante (m). Pertanto: m = ra * 33%

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Ogni anno il montante dovrà essere rivalutato per i tassi di capitalizzazione (tc) annualmente pubblicati dall’ISTAT. La misura della pensione annua (pa) si determina applicando al montante complessivo il coefficiente di trasformazione (ct) corrispondente all’età del lavoratore. Il seguente schema è utile a chiarire eventuali punti oscuri:

m dell’anno n-36 = ra dell’anno n-36 * 33%
m dell’anno n-35 = (m dell’anno n-36 * tc) + (ra n-35 * 33%)
m dell’anno n-34 = (m dell’anno n-35 * tc) + (ra n-34 * 33%)
m dell’anno n-33 = (m dell’anno n-34 * tc) + (ra n-33 * 33%)
… …
m dell’anno n-2 = (m dell’anno n-3 * tc) + (ra n-2 * 33%)
m dell’anno n-1 = (m dell’anno n-2 * tc) + (ra n-1 * 33%)
m dell’anno n = (m dell’anno n-2 * tc) + (ra n * 33%)

pa = m dell’anno n * ct

Calcolo pensione con sistema retributivo

I lavoratori che al 31 dicembre 1995 hanno maturato almeno 18 anni di versamenti contributivi ottengono l’applicazione del sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011 e poi del sistema contributivo per il calcolo della propria pensione. Ciò vuol dire che la pensione è rapportata alla media delle retribuzioni o sul reddito d’impresa degli ultimi anni lavorativi, ma solo fino ai contributi versati alla data del 31 dicembre 2011.

Prima della riforma Fornero, invece, il sistema retributivo era applicato integralmente, ed oggi come oggi vi accedono solo coloro che restano esclusi dalla riforma, avendo maturato i requisti prima dell’entrata in vigore dell’ultima riforma delle pensioni.

La pensione dei pochi fortunati si divide in due quote:

  • la quota A viene calcolata sulle retribuzioni relative alle ultime 260 settimane di attività lavorativa dipendente o sulle ultime 520 settimane da lavoro autonomo e moltiplicata per il numero di settimane accreditate dall’inizio dell’attività lavorativa fino al 31 dicembre 1992;
  • la quota B è calcolata sulle retribuzioni relative alle ultime 520 settimane di attività lavorativa dipendente o sulle ultime 780 settimane da lavoro autonomo e moltiplicata per il numero di settimane accreditate dal 1° gennaio 1993 alla data di decorrenza della pensione.

Simulazione calcolo pensione con sistema retributivo

Si immagini il lavoratore dipendente che nel corso dell’anno n andrà in pensione. Nelle ultime 260 settimane di attività lavorativa ha ottenuto una retribuzione complessiva (rc) di euro 135.000 euro. Su tale importo la rivalutazione (riv) su base ISTAT ammonta a euro 4.000. Per ottenere la retribuzione media settimanale (rms) bisognerà dividere la somma dei due importi per 260. Pertanto: rms = (rc + riv) / 260

La rms dovrà essere moltiplicata per il numero delle settimane fatte valere tra l’inizio dell’assicurazione e il 1° gennaio 1993 (n1). Il risultato dovrà essere moltiplicato per la corrispondente aliquota di rendimento (ar) in modo da ottenere la quota A (qA). Pertanto: qA = rms * n1 * ar

L’aliquota di rendimento, pari al 2% annuo della retribuzione/reddito percepiti entro determinati limiti, decresce per fasce di importo superiore.Se la retribuzione pensionabile non supera tale limite, con 35 anni di anzianità contributiva la pensione è pari al 70% della retribuzione, con 40 anni è pari all’80%.

Analogamente alla quota A verrà calcolata la quota B (qB) tenendo presente che il calcolo della retribuzione media settimanale si estende a 520 settimane. La somma delle due quote determinerà l’ammontare della pensione lorda mensile (P). Pertanto: P = qA + qB

Calcolo pensione con sistema misto

I lavoratori che al 31 dicembre hanno maturato meno di 18 anni di contribuzione ottengono l’applicazione del sistema misto: retributivo fino al 31 dicembre 1995 e poi contributivo, con un mix delle sue soluzioni sopra descritte.

Fino a prima della riforma, invece, il sistema misto prevedeva una tipologia di calcolo formata da due o tre quote: la quota A è calcolata come indicato nel sistema retributivo; la quota B è determinata calcolando la retribuzione settimanale su un numero di settimane pari a 260 più il numero di settimane lavorate dal 1° gennaio 1993 alla decorrenza della pensione, il risultato va moltiplicato per il numero di settimane di attività lavorativa accreditate dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 1995; la quota C per le anzianità dal 1° gennaio 1996 in poi è calcolata con il metodo contributivo.

In tali casi sarà, quindi, applicato il sistema retributivo per il calcolo delle quote A e B mentre la contribuzione successiva al 31 dicembre 1995 sarà calcolata con il sistema contributivo.