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Rimborsi fiscali 730/2024: le incoerenze bloccano i pagamenti

di Anna Fabi

30 Maggio 2024 21:33

Modello 730/2024 con rimborsi IRPEF bloccati in caso di incoerenze e scostamenti nei controlli sulle dichiarazioni, verifiche sui maxi-rimborsi.

L’Agenzia delle Entrate blocca il pagamento dei rimborsi IRPEF risultanti di conguagli d’imposta nel modello 730/2024 se evidenzia elementi di incoerenza nella dichiarazione dei redditi presentata.

Il Fisco adotta infatti specifici criteri di incoerenza in fase di controllo dei modelli 730/2024 con esito a rimborso, in particolare in caso di precompilata modificata dal contribuente.

I parametri che possono portare al blocco dei rimborsi fiscali sono applicati sia alle dichiarazioni presentate direttamente dal contribuente, sia a quelle trasmesse tramite il sostituto d’imposta o affidate a CAF e professionisti abilitati.

Se il contribuente ha inviato la precompilata, riceve una notifica nell’area riservata del sito web delle Entrate. Se ha presentato il 730 tramite CAF o sostituto d’imposta, sarà l’intermediario a ricevere la segnalazione sul blocco del conguaglio.

I motivi che bloccano i rimborsi della Precompilata

A fare scattare i controlli preventivi sono:

  • lo scostamento, per importi significativi, dei dati risultanti nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dell’anno precedente,
  • la presenza di altri elementi di rilevante incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle certificazioni uniche,
  • la presenza di situazioni di rischio in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti.

Controlli sui rimborsi da 730/2024

I controlli riguardano in particolare le modifiche alla dichiarazione che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati.

In caso di rimborso di importo superiore a 4.000 euro, scatta la sospensione temporanea del rimborso ai fini di un controllo aggiuntivo, con erogazione del credito fiscale al termine della verifica, con pagamento del dovuto entro gennaio 2025.

In questi casi, l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi, in via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal termine per la trasmissione della dichiarazione.