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Crediti edilizi, cessioni multiple non ancora applicabili

di Redazione PMI.it

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Decreto su cessioni multiple ancora non in vigore, nel frattempo continua ad applicarsi le vecchie regole, con quelle ad hoc per il periodo transitorio.

Il decreto legge approvato in CdM il 18 febbraio ripristina le cessioni multiple dei crediti d’imposta per il Superbonus e le altre detrazioni edilizie, tuttavia il provvedimento non è ancora in vigore e quindi le nuove disposizioni non sono applicabili. Dal 17 febbraio, intanto, è scattato lo stop alle cessioni successive alla prima previsto dal Sostegni-ter.

Il periodo transitorio

Finché il decreto non sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale continuano ad applicarsi le restrizioni precedenti e le relative regole di Comunicazione web all’Agenzia delle Entrate sulle operazioni svolte: per quelle inviate entro la scadenza del periodo transitorio (17 febbraio), dopo resta sempre possibile effettuare una ulteriore cessione del credito, anche se ne erano già state effettuate altre in precedenza.

Dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto

Non si conoscono tutti i dettagli della misura approvata, che va a correggere l’articolo 121 del dl 34/2022, ma in base alle anticipazioni di Governo è certo che saranno possibili ulteriori due cessioni dopo la prima, purché verso banche o intermediari finanziari vigilati. Con il nuovo decreto (fatto salvo il periodo transitorio sopra descritto), sono dunque possibili in tutto tre cessioni del credito:

  • la prima cessione del credito verso un qualsiasi soggetto di mercato;
  • le altre due soltanto verso banche, società finanziarie e imprese assicurative, in tutti i casi iscritte ai rispettivi albi e con tutte le necessarie autorizzazioni ad operare in Italia;
  • resta la possibilità di optare per lo sconto in fattura, dopo il quale il fornitore che lo ha applicato può cedere il credito.

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La reazione delle imprese

Il nuovo decreto offre le prime risposte per lo sblocco dei cantieri e del mercato dei bonus edilizia, operando allo stesso tempo un buon controllo anti-frode. Confartigianato sottolinea però che «rimane aperto il problema della cessione tra fornitori e distributori di componenti all’interno delle filiere (auspicabilmente da risolversi nell’ambito dell’esame parlamentare). Soddisfazione anche da parte di CNA (Confederazione nazionale artigianato), mentre da ANCE (Costruttori edili) arrivano appelli per una ulteriore stretta sui controlli, per impedire le frodi e difendere il settore. A questo scopo, ricordiamo che nel nuovo decreto di Governo è previsto, oltre al limite delle tre cessioni, il tracciamento delle operazioni, a cui verrà abbinato un codice identificativo.