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Buoni pasto sempre esentasse

di Redazione PMI.it

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I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate circa il divieto di cumulo dei buoni pasto e i limiti di esenzione dal reddito di lavoro dipendente.

Interessante il principio di diritto pubblicato dall’Agenzia delle Entrate con il quale chiarisce il trattamento dell’utilizzo cumulato dei buoni pasto oltre il limite di otto. I ticket restaurant sono una delle misure di welfare più diffuse e apprezzate da imprese e dipendenti e ora il Fisco precisa che, ai fini IRPEF, il divieto di cumulo non ha alcun effetto.

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Divieto di cumulo ed esenzione IRPEF

In particolare il principio di diritto n. 6/2019 spiega che il divieto di cumulo oltre il limite di otto buoni pasto (articolo 4, comma 1, lettera d, Dm 122/2017) non incide sui limiti di esenzione dal reddito di lavoro dipendente (5,29 euro giornaliero ovvero, per i buoni elettronici, 7 euro).

La non concorrenza al reddito di lavoro dipendente e assimilato delle prestazioni sostitutive di mensa aziendale erogate sotto forma di buoni pasto opera nei limiti stabiliti dall’articolo 51, comma 2, lettera c, Tuir, indipendentemente dal numero di buoni utilizzati. Spetta al datore di lavoro, dunque, la verifica dei limiti di esenzione rispetto al valore nominale dei buoni erogati.