Filippo Ghirelli è un imprenditore romano diventato uno degli uomini più ricchi d’Italia, con una fortuna stimata di 15 miliardi. Ha costruito un impero diversificato che spazia dall’efficienza energetica alle raffinerie, per spingersi fino alle infrastrutture aeroportuali, all’intelligenza artificiale e alla costruzione di data center nello spazio.
La video intervista di Chapeau
In un’approfondita intervista rilasciata al canale YouTube di Chapeau, l’imprenditore ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita e della sua carriera, raccontandosi in maniera schietta e disincantata. Dal suo passato da musicista alle prime sfide come progettista in Africa, dal dramma della confisca dei beni in Egitto fino ai colpi di genio nel mercato globale dell’energia.
Oltre alla cronaca dei suoi successi, l’intervista ha lasciato spazio a riflessioni profonde sul ruolo del denaro, sulle disfunzioni del sistema bancario italiano, sui rischi dell’intelligenza artificiale e su preziosi consigli pratici per chiunque voglia fare impresa oggi.
Ecco il video integrale, disponibile sulle principali piattaforme social di video streaming.
I primi passi: dal jazz all’ingegneria in Africa
Prima di diventare uno dei principali miliardari italiani, Ghirelli non sognava affatto di lavorare in modo tradizionale, preferendo girare il mondo come voce di una band jazz. Dopo la laurea in ingegneria civile, però, inizia una carriera da progettista di ponti per la società Astaldi, finendo a lavorare in Guinea.
In Africa si scontra con i paradossi e le inefficienze locali e decide di cambiare rotta. Tornato in Italia, assume il ruolo di direttore generale nel gruppo immobiliare De Angelis, portando a casa commesse sempre più importanti.
Il fallimento egiziano e la rinascita con Genera
La morte del suo mentore nel 2009 e la necessità di salvare un progetto di famiglia durante la crisi Lehman Brothers spingono Ghirelli a mettersi in proprio. Dopo aver maturato esperienze in Marocco, decide di investire tutti i suoi guadagni in un progetto in Egitto. Tuttavia, nel 2013, nel pieno delle rivolte post-Mubarak, un gruppo di militari armati fa irruzione nei suoi uffici, confiscandogli l’azienda e i conti bancari. Questa brusca caduta lo tempra e lo spinge a reinventarsi nel settore dell’efficienza energetica.
Grazie a collaborazioni mirate con realtà come Unicredit e Bosch, fonda Genera Group, garantendo efficienza energetica a colossi come Pirelli e trattenendo una percentuale sui risparmi generati.
L’azienda cresce a dismisura fino a quando, dopo aver ceduto quote a fondi come Ikav e Susy Partners, Ghirelli non la vende definitivamente nel 2024, trasformandola in un asset da 300 milioni.
Il colpo da maestro: l’affare Nayara Energy
La definitiva consacrazione finanziaria arriva attraverso un’operazione audace avviata nel 2021. Tramite un partner russo e Trafigura, Ghirelli acquista per 170 milioni di dollari il 25% di Nayara, la seconda raffineria più grande dell’India. L’obiettivo iniziale era la conversione di parte dell’impianto per la produzione di SAF (Sustainable Aviation Fuel), il carburante ecologico per aerei. Poco dopo la chiusura dell’accordo, scoppia la guerra in Ucraina: il socio russo viene sanzionato, congelando la gestione diretta dell’azienda, ma allo stesso tempo i margini della raffineria esplodono.
Comprando petrolio russo a prezzi stracciati e vendendo carburante raffinato a un mercato indiano in fortissima espansione, l’azienda inizia a generare 1,8 miliardi di EBITDA, portando il valore della quota di Ghirelli a superare ampiamente i 10 miliardi di dollari.
Il futuro “adesso” tra spazio e aeroporti
Con i capitali accumulati, nel 2024 Ghirelli lancia Infracorp, un’azienda concepita per sviluppare grandi infrastrutture sistemiche (ad esempio con Hyper Center, data center da oltre 100 MW basati su AI decentralizzata). Allo stesso tempo, avvia una massiccia campagna di acquisizione di infrastrutture aeroportuali in Italia, partendo dal salvataggio dell’aeroporto di Villanova d’Albenga.
Il progetto più ambizioso riguarda però lo spazio: Ghirelli punta a costruire entro un paio d’anni una stazione spaziale orbitante commerciale, completamente indipendente dagli Stati, autonoma a livello energetico grazie al sole e pensata per la ricerca e i data center spaziali.
La vision di mercato tra banche, startup e AI
Nell’intervista, Ghirelli non risparmia critiche durissime al sistema bancario italiano, descritto come marcio e obsoleto. A suo avviso, le banche preferiscono finanziare i grandi gruppi, abbandonando le piccole imprese in difficoltà e applicando tempistiche e processi fallimentari, motivo per cui prevede che l’intero sistema bancario tradizionale verrà spazzato via dalle nuove tecnologie e dall’AI.
Anche nei confronti delle startup esprime un forte scetticismo: condanna la mentalità dell'”helicopter money” (distribuire piccoli finanziamenti alla cieca) e ritiene che la maggior parte delle idee valga zero senza una solida capacità di “execution”.
Particolarmente cupa è la sua visione sull’impatto sociale dell’intelligenza artificiale: per arginare la disoccupazione di massa che inevitabilmente deriverà dall’automazione, Ghirelli suggerisce l’implementazione di una piattaforma in cui chi perde il lavoro possa essere retribuito in “token” per attività di volontariato e terzo settore, creando di fatto un’alternativa sostenibile al reddito di cittadinanza.
Consigli per futuri imprenditori
Il rapporto di Ghirelli con il denaro è estremamente lucido: lo definisce “un ottimo schiavo ma un pessimo padrone”, riconoscendo che nel passato la ricerca esclusiva del profitto ha quasi compromesso i suoi affetti.
Per chi desidera intraprendere la carriera imprenditoriale in Italia oggi, il primo consiglio è contro-intuitivo: prima di decidere cosa diventare, meglio capire cosa non si vuole essere e a quali compromessi non si è disposti a scendere.
Ghirelli smonta il classico cliché del “credi in te stesso”, etichettandolo come una frase vuota; il vero segreto del successo risiede nell’identificare ciò che appassiona, intercettare un bisogno reale che gli altri non sanno soddisfare ed essere pronti a stravolgere radicalmente le regole del mercato di riferimento.