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Chapeau intervista a Simone Ciaruffoli: ascesa, caduta e rinascita di Burgez

di Redazione PMI.it

20 Febbraio 2026 11:58

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Dalle umili origini al successo con Burgez, fino alla bancarotta e alla rinascita. La storia di Simone Ciaruffoli raccontata ai microfoni di Chapeau.

Simone Ciaruffoli è l’imprenditore dalle mille vite noto per aver fondato Burgez, la prima catena di Smash Burger in Europa. Nell’intervista rilasciata al canale YouTube di Chapeau, si racconta a cuore aperto, ripercorrendo le tappe fondamentali del suo insolito percorso.

La video intervista di Chapeau

Dalla clamorosa ascesa della sua azienda fino al declino finanziario e alla bancarotta, l’imprenditore offre una testimonianza lucida su cosa significhi fallire, affrontare le difficoltà e trovare la forza per ripartire da zero.

Ecco il video integrale, disponibile sulle principali piattaforme social di video streaming.

Le mille vite prima di Burgez

Prima di approdare alla ristorazione, Ciaruffoli ha vissuto innumerevoli esperienze lavorative. La svolta professionale avviene quando, mentendo sul possesso del diploma, vince un concorso per tecniche di redazione televisiva a Roma. Questo colpo di audacia lo porta a scrivere copioni per la sitcom Camera Café e, in seguito, a diventare direttore creativo all’interno di una casa di produzione.

L’intuizione e il marketing dirompente

L’idea di Burgez prende forma nel 2014, dalla volontà di replicare il modello di grandi fast food ma offrendo un prodotto qualitativamente superiore. Superate le difficoltà per ottenere credito, Ciaruffoli e la sua socia inaugurano il primo locale a Milano, iniziando un’avventura che li porterà inizialmente a vivere enormi sacrifici economici.

Il vero motore del successo del brand si rivela però un marketing non convenzionale, spesso al limite della provocazione. L’azienda adotta una comunicazione “disruptive”: denigra scherzosamente i propri panini e lancia aggressive campagne comparative contro marchi intoccabili come McDonald’s, Burger King e Apple. Questa strategia si rivela vincente e permette alla catena di crescere a ritmi vertiginosi, arrivando a fatturare ben 11 milioni di euro nel 2021.

L’espansione azzardata e la crisi

Il punto di rottura coincide con la decisione di preparare l’azienda per l’acquisizione da parte di un fondo di investimento. Nel tentativo di aumentare a dismisura la valutazione del marchio, Ciaruffoli opta per un’espansione oltre i limiti, aprendo 10 nuovi punti vendita in appena 9-10 mesi e accumulando oltre 5 milioni di euro di debiti bancari a fronte di un fatturato di 12 milioni.

Il tempismo dell’operazione, purtroppo, si rivela fatale: lo scoppio della guerra in Ucraina provoca un’impennata nei costi dell’energia e delle materie prime, spaventando i fondi d’investimento che decidono di tirarsi indietro. L’azienda, pur essendo in salute dal punto di vista economico, si ritrova improvvisamente schiacciata finanziariamente da una mole di debiti insostenibili.

Il fallimento per salvare i dipendenti

Con l’inevitabile collasso finanziario all’orizzonte, l’imprenditore prende una decisione drastica per tutelare i posti di lavoro. Attraverso la creazione di una NewCo, trasferisce i locali e i dipendenti nella nuova società, lasciando la parte debitoria nella vecchia azienda destinata al fallimento. A giugno 2025, il marchio e 11 punti vendita vengono ufficialmente ceduti al gruppo Obicà per circa 2,3 milioni di euro, garantendo così il pagamento dei creditori e la continuità del marchio.

Ciaruffoli, che aveva firmato fideiussioni personali per garantire i prestiti di Burgez, si assume il peso del fallimento, restando di fatto senza nulla, ma con il profondo orgoglio di aver salvato l’occupazione della sua squadra.

La rinascita con Love Marker

Nonostante la batosta, Ciaruffoli non si è fermato e ha fondato “Love Marker”, una piattaforma innovativa dedicata al franchising di brand originali della ristorazione. Il format prevede la fornitura di soluzioni chiavi in mano per investitori o aspiranti imprenditori, occupandosi interamente delle operation e del marketing.

I consigli per i futuri imprenditori

A chi sogna di fare impresa, rivolge un consiglio controcorrente: iniziare proprio in Italia. Essendo il Paese più complicato al mondo a livello di burocrazia e credito, rappresenta una “palestra” insuperabile; una volta imparato a fare business qui, è possibile farlo ovunque. Infine, raccomanda di partire da zero e possibilmente senza fondi di famiglia alle spalle, perché è proprio l’assenza di agevolazioni a forgiare e a insegnare i veri meccanismi dell’imprenditoria.