Chapeau intervista Giuseppe Ramonda, innovatore illuminato del Retail

di Redazione PMI.it

15 Settembre 2025 09:10

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Video-intervista di Chapeau a Giuseppe Ramonda: valori, intuito e capacità di reinventarsi per un modello di business innovativo ma legato alle radici.

Le video-interviste realizzate da Chapeau ai protagonisti del mondo dell’imprenditoria italiana presentano ogni settimana le storie di successo dei leader che stanno trasformando il panorama economico, raccontando con dettagli inediti il percorso che li ha portati a diventare veri e propri punti di riferimento nei rispettivi settori.

Oggi vi proponiamo la storia di Giuseppe Ramonda, alla guida del marchio storico di famiglia, Sorelle Ramonda, brand di moda e abbigliamento che è riuscito a imporsi in tutto il mondo con una crescita costante segnata da un percorso che intreccia passione, innovazione e visione imprenditoriale.

La video intervista di Chapeau a Giuseppe Ramonda

L’intervista realizzata da Chapeau a Giuseppe Ramonda non è solo il racconto di una carriera ma un’occasione per riflettere su come valori, intuito e capacità di reinventarsi possano generare un modello di business che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Ecco il video integrale, disponibile sulle principali piattaforme social di video streaming.

Una storia familiare di successo e innovazione

Dalle campagne venete degli anni Trenta a una rete internazionale di punti vendita: il cammino di Sorelle Ramonda è la prova vivente di come visione e coraggio possano trasformare un piccolo commercio ambulante in un protagonista del Retail. La svolta arriva con l’impegno instancabile di Giuseppe e delle sorelle Maria e Ginetta, che hanno saputo trasformare un’attività di famiglia in una realtà capace di riscrivere le regole del settore.

Alla base del successo, un’idea semplice ma rivoluzionaria: rendere la qualità accessibile, organizzando l’offerta in modo innovativo e centrato sul cliente. Un modello pionieristico che ha anticipato la nascita di formati oggi diffusi ovunque, come lo shop-in-shop, e che negli anni Settanta ha accompagnato la trasformazione in S.p.A. e il debutto sui mercati esteri. La fedeltà ai valori imprenditoriali si è tradotta non solo in crescita economica, ma anche in attenzione sociale, tanto che nel 2008 Giuseppe Ramonda è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro.

L’azienda non si è fermata nemmeno davanti alla rivoluzione digitale: già nel 2010 ha lanciato il proprio e-commerce, tra i primi nel fashion retail a intuire le potenzialità dell’online, aprendo la strada a un’esperienza omnicanale d’avanguardia. Un impegno riconosciuto anche nel 2021 con il premio Digital Star, che ha inserito Sorelle Ramonda tra le 300 imprese italiane più innovative in tema di digital transformation.

Origini e crescita di Sorelle Ramonda

La storia di Sorelle Ramonda ha inizio negli anni ’30 con la nonna Amelia, che nel dopoguerra barattava stoffe e oggetti per polli e pulcini in provincia di Vicenza. Madre di otto figli, la nonna Amelia era una persona totalmente focalizzata sul lavoro, mantenendo una piccola bottega anche dopo l’espansione. Un aneddoto curioso narra che vendette una costosa pelliccia ricevuta in regalo per sole 50 lire, non conoscendone il valore. Nel 1954, le zie Maria e Ginetta aprirono il primo negozietto, una piccola rivendita di scampoli. Successivamente, entrò in azienda il padre di Giuseppe, l’attuale presidente, il più giovane degli otto fratelli e tuttora attivo dal lunedì alla domenica. Partendo da un negozio di 30 m², i Ramonda sono diventati in 70 anni una delle più grandi catene di grandi magazzini in Italia, con 50 negozi.

La struttura attuale e i numeri chiave

Oggi, Sorelle Ramonda vanta un fatturato di circa 300 milioni di euro. L’azienda è ancora a conduzione familiare, con 120 familiari coinvolti, di cui circa 50 lavorano attivamente nei negozi. Il personale include 1200-1300 collaboratori. La catena gestisce 50 punti vendita, principalmente nel Nord Italia (Lombardia, Veneto, Friuli, Trentino) e tre in Austria, oltre a uno a Roma. Il punto vendita più grande è nella sede centrale di Montecchio, con 20.000 m² tra negozio e magazzino. L’azienda vende milioni di vestiti di qualsiasi brand, dal lusso al discount, con una gamma di prezzi che varia da 20-25€ negli outlet a 5-6000€ per abiti di lusso come Kiton. Ogni anno, vengono reinvestiti circa 200 milioni di euro per l’acquisto di nuova merce.

Modello di business e gestione commerciale

La crescita dell’azienda non è stata dettata da una logica strutturata ma con acquisizioni di negozi che si presentavano come occasione. Sorelle Ramonda ha mantenuto il 100% della proprietà, non avendo mai avuto bisogno di finanziamenti esterni grazie alla crescita graduale. L’azienda acquista centinaia di migliaia di capi all’anno, che vengono verificati, etichettati e smistati tra il magazzino d’ingresso e quello centrale di 5.000 m². La merce invenduta viene poi destinata agli outlet o ai saldi.

Le scelte dei brand avvengono con circa un anno di anticipo, basandosi su parametri come qualità, potenziale di vendita, sconti offerti, percentuale di reso e ricarico. Un avanzato sistema di Business Intelligence misura le vendite per taglia, colore, modello, e l’andamento stagionale, anche in relazione a fattori esterni come il meteo. Circa il 70% delle vendite riguarda l’abbigliamento femminile, con marchi come Elisabetta Franchi e Pinko, oltre alla giubbotteria (es. Woolrich, Colmar).

La sfida dell’e-commerce e i costi operativi

L’e-commerce di Sorelle Ramonda genera quasi 3 milioni di euro di fatturato all’anno ed è gestito direttamente da Giuseppe e il suo team. Nonostante ciò, i negozi fisici rimangono i principali generatori di profitto, con il negozio di Montecchio che fattura 5-6 milioni di euro annui. La marginalità è significativamente più alta nell’offline, con ricarichi medi di 2-3 volte, mentre nell’online l’85-90% delle vendite avviene in promozione, rendendolo un business in perdita.

Questa strategia permette comunque di svuotare il magazzino e raccogliere dati preziosi sui clienti e sui brand, che indirettamente favoriscono le vendite nei negozi fisici. Per affrontare i costi elevati dell’e-commerce (server, commissioni, spedizioni, packaging, personale), l’azienda ha avviato un percorso di riduzione e internalizzazione dei processi, come lo sviluppo in-house del software per il caricamento delle foto (risparmio di 30.000€/anno) e l’implementazione di ChatGPT per le descrizioni automatiche dei capi, aumentando la produttività del 30-40%.

Le offerte di acquisizione

Sorelle Ramonda è l’oggetto del desiderio di numerosi fondi di investimento. È stata rivelata un’offerta da parte di un fondo cinese di 100 milioni di euro per l’acquisizione del 51% dell’azienda. Tuttavia, la famiglia non ha mai avuto la volontà di cedere la maggioranza, dato che il padre di Giuseppe, l’attuale presidente, si diverte ancora a lavorare e desidera mantenere il controllo.

Il ruolo e la visione di Giuseppe Ramonda

Giuseppe Ramonda, il nipote del fondatore, si occupa della crescita delle vendite online e del team marketing. Ha ammesso di non aver avuto grandi ambizioni in gioventù a causa della situazione di benessere e della pressione di crescere in una famiglia così.

Dopo aver lavorato per una startup a Milano, è entrato in Sorelle Ramonda nel 2020, iniziando con una sana “gavetta”, prendendo ordini e preparando pacchi. Ha vissuto in prima persona il boom dell’e-commerce tra il 2020 e il 2021, contribuendo a far crescere il fatturato online da 2.5 a 4.5 milioni. Ha guidato l’internalizzazione delle attività di marketing e fotografiche, creando in 5 anni un dipartimento di 13 persone. La sua giornata tipo include tennis al mattino, l’apertura degli uffici con il cugino e un lavoro di coordinamento, strategia e riunioni, con circa l’80% del tempo dedicato al coordinamento del team.

Le sfide del settore moda

Il settore della moda sta attraversando un periodo di crisi: nel 2025 il fatturato è calato del 6% rispetto al 2024, tre giovani su quattro preferiscono spendere in viaggi e ogni giorno chiudono 18 negozi in Italia. Le principali sfide per Sorelle Ramonda includono la selezione accurata dei brand e la negoziazione di buoni accordi con i fornitori. Inoltre, è sempre più difficile attrarre persone nei punti vendita; sebbene il carrello medio sia aumentato, la quantità di scontrini è diminuita, indicando che meno persone visitano i negozi, ma chi lo fa acquista di più. Il Covid ha influenzato anche la disponibilità di personale, poiché molti hanno riscoperto il valore del tempo libero, privilegiando l’equilibrio vita-lavoro rispetto allo stipendio.

Consigli per i nuovi brand

Giuseppe ritiene che il mercato della moda sia saturo e poco innovativo. Per chi vuole lanciare un nuovo brand, consiglia di concentrarsi sulla comunicazione autentica e trasparente su piattaforme come TikTok, YouTube e Instagram. È fondamentale documentare ogni passaggio del processo, accettare le critiche e imparare dai feedback, vivendo l’impresa come un’avventura.

L’unicità del brand oggi risiede nella persona che lo crea, nel suo racconto e nella passione che trasmette. Secondo Giuseppe, il trend dei brand lanciati da content creator è inevitabile. In un’era in cui l’intelligenza artificiale rende difficile distinguere il reale, i progetti guidati da figure che si espongono onestamente sono il futuro, poiché le persone tendono a comprare da chi si sentono in sintonia e percepiscono come autentico, riproponendo la dimensione del “piccolo negoziante” in un contesto digitale.