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DL Spending Review: ecco i tagli nei prossimi tre anni

di Barbara Weisz

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Varato il DL del Governo sulla Spending Review: 26 miliardi in tre anni per una PA più efficiente, il rinvio dell'aumento IVA, salvaguardia per altri 55mila esodati e ricostruzione dopo il terremoto in Emilia.

Il DL sulla Spending Review approvato dal Consiglio dei Ministri è  un provvedimento di razionalizzazione della spesa pubblica da 26 miliardi di euro in tre anni, che grazie ai tagli consente di rinviare l’aumento IVA al 2013 e allargare la salvaguardia per altri 55mila esodati oltre ai 65mila già previsti dal decreto Fornero.

DL di Spending Review

Per decidere come tagliare gli eccessi di spesa della PA il Governo si è basato sul lavoro del commissario Enrico Bondi (supportato da oltre 135mila suggerimenti inviati da privati).

La scure dei tagli è caduta su organici e società pubbliche, ministeri ed enti territoriali (le Province verranno dimezzate), passando per auto blu, consulenze, buoni pasto e ferie. Per non parlare della Sanità (risparmiati i mini-ospedali) e della Ricerca (con i fondi dirottati dalle università verso le scuole private).

Per la definizione dei parametri relativi all’accorpamento delle Province, il Governo rimanda a un successivo provvedimento del CdM previsto entro 10 giorni. Ma vediamo nel dettaglio quanto vale la spending review e come saranno destinati i 26 miliardi risparmi in tre anni:

  • 4,5 miliardi nel 2012
  • 10,5 miliardi nel 2013
  • 11 miliardi nel 2014

Gli obiettivi fondamentali del provvedimento sono:

  1. ottimizzazione di procedure e articolazioni dello Stato (accorpamenti e riduzioni di enti e uffici);
  2. riduzione della spesa pubblica slegata dalla quantità di servizi erogati;
  3. blocco dell’aumento IVA (rispetto alla scadenza di ottobre 2012 previsto dalla clausola di salvaguardia del Salva Italia ), salvaguardia per 55mila esodati (con 1,2 miliardi dal 2014) e ricostruzione postterremoto in Emilia Romagna (1 mld nel 2013 e 1 mld nel 2014).

Il Governo ha inoltre annunciato che – oltre a questo decreto frutto del lavoro del Commissario Bondi – ci sarà un altro decreto dedicato alle misure messe a punto dagli altri due commissari, Francesco Giavazzi e Giuliano Amato, che riguarderanno le agevolazioni fiscali (misure di interesse per le aziende) e la riorganizzazione dei contributi pubblici (ai partiti e non solo).

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