Noleggio auto e car sharing: l’evoluzione della mobilità

di Francesca Vinciarelli

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Si conferma un settore in movimento quello del noleggio auto e a guidare l’evoluzione della mobilità c'è anche il l car sharing che raggiunge sempre di più privati e aziende.

Continua a crescere il mercato del noleggio auto in Italia: nel 2016 quasi 1 auto nuova su 4 è a noleggio. È quanto emerso dal 15° Rapporto ANIASA – Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria – sullo stato di salute del settore del noleggio veicoli e del car sharing, presentato nel corso dell’Assemblea Pubblica.

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Noleggio auto in crescita

Nel Rapporto si legge come il settore del noleggio auto sia ormai uscito dalla fase più acuta della crisi e sia tornato a crescere (nel 2015 +5,7% di fatturato vs 2014, per un totale del settore del noleggio a breve e a lungo termine sopra i 5,4 miliardi di euro), fornendo sostegno al mercato automotive (+18% di immatricolazioni, dalle 270.366 del 2014 alle 317.119). A crescere sensibilmente è inoltre anche l’offerta di car sharing, consolidandosi in diverse città italiane anche come alternativa al trasporto pubblico (647mila iscritti e 4.400 veicoli in flotta).

Nei primi mesi del 2016 le immatricolazioni di nuove vetture a noleggio sono cresciute complessivamente del +7,4% nel primo quadrimestre (+31,8% sul 2014) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che comunque si era dimostrato piuttosto positivo. Tra le aziende, per le proprie flotte auto, si afferma sempre di più il concetto di utilizzo su quello di proprietà, con una clientela consolidata di 65mila aziende e 2.700 PA per i 12mila driver che ogni giorno, per ragioni di business o turistiche, si rivolgono ai desk del noleggio a breve termine.

Noleggio a breve termine

Il noleggio a breve termine risponde essenzialmente alla domanda turistica, ma anche a quella business, ad esempio per i viaggi d’affari: nel 2015 è aumentato a circa 4,6 milioni il numero dei contratti stipulati, per un totale di quasi 31 milioni di giornate di noleggio (+8%). I primi tre mesi del 2016 confermano il trend positivo con un +12,8% dell’immatricolato, +7,9% del fatturato e addirittura +11,8% dei giorni di noleggio, arrivati a quota 5,4 milioni.

Noleggio a lungo termine

Positivo anche l’andamento del noleggio a lungo termine: nel 2015 è aumentato di quasi il +8% il giro d’affari complessivo, avvicinandosi a quota 6 miliardi di euro, dei quali 4,2 frutto delle “pure” attività di locazione, 1,5 della rivendita dei veicoli usati (+13,4% vs il 2014) e 46 milioni del preleasing.

La flotta dei veicoli in noleggio a lungo termine è cresciuta del +7%, da 546mila a 585mila, le immatricolazioni del +15,7%, con un boom dei cross over (+95%). Interessante notare come nel corso del 2015 e dell’inizio del 2016 sia cresciuto il numero di privati interessati alla formula long term (negli ultimi 36 mesi +300% e oggi a quota 10mila). Tra le aziende si osserva un inversione di tendenza rispetto al down-grading dei veicoli operato negli ultimi anni, ora si torna a scegliere veicoli di segmento più alto.

Flotte

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Car Sharing

Ad aprile 2016, gli iscritti totali in Italia al car sharing hanno raggiunto le circa 650mila unità, con circa 11 milioni di noleggi e quasi 4.500 mezzi in flotta. I noleggi sono cresciuti di quasi il +17% l’anno, mentre le percorrenze sono rimaste in linea con i dati registrati nel 2014: circa 24 minuti di media a noleggio, per una spesa media di 7 euro a viaggio. Le città in Italia in cui si ricorre maggiormente al car sharing sono Milano, Roma e Torino, seguite da Firenze, Verona e Bari.

Buorocrazia e normativa

Tutto questo nonostante la formula “pay per use”, guidata dalle nuove tecnologie, sia ancora oggi troppo frenata dalla burocrazia e da una normativa ancora ferma al palo che non disciplina adeguatamente le nuove forme di mobilità.

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Il Presidente ANIASA, Fabrizio Ruggiero, spiega:

«Lo sviluppo del settore del noleggio veicoli, accompagnato dalla consolidata crescita di nuove forme di mobilità condivisa, conferma la centralità delle quattro ruote nel sistema di trasporti nazionale, accompagnata dal progressivo maggior interesse verso una cultura “pay per use”, svincolata dalla proprietà del bene auto, che ben si coniuga con le nuove tecnologie e, invece, si scontra con la burocrazia e l’assenza di una chiara e uniforme normativa nazionale. In Italia manca una definizione normativa di vehicle sharing, così come una cornice legislativa unica per gli operatori che si confrontano, a seconda delle città italiane, con disomogenee regolamentazioni del servizio. Alla luce dello stallo in cui da diversi mesi versa il Codice della Strada, l’occasione per velocizzare l’approvazione di una disciplina specifica del vehicle sharing è rappresentata dalla discussione in corso sul DDL Concorrenza, all’interno del quale potrebbe essere riconosciuta la sua particolare funzione pubblica, come elemento integrativo e di sistema, del trasporto pubblico locale».

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