Governo e mercati in crisi: effetti sul credito

di Alessandro Vinciarelli

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Crisi di governo e rischio recessione: il crollo di Piazza Affari fa temere per mutui, prestiti e accesso al credito, soggetti agli effetti delle scelte europee e dell'instabilità delle Borse.

La crisi di un Governo sempre più vicino al crollo sta avendo effetti drammatici sui mercati finanziari, determinando il crollo di Piazza Affari dopo l’annuncio di prossime dimissione di Silvio Berlusconi.

Nonostante l’apertura in rialzo, la chiusura dei mercati finanziari è stata decisamente negativa, anche sulle principali borse europee e Wall Street.

Male anche le banche, condizionate dalla salita vertiginosa dello spread, tra le quali Intesa Sanpaolo al -4,25%, Unicredit al -6,81% e Bpm (-6,11%). Lo spread ha toccato quota 575, fermandosi poi a 552 grazie all’intervento della Banca centrale europea, che sta provvedendo a calmierare la situazione acquistando Btp. Tale intervento tuttavia – come già specificato dalla BCE – sarà limitato e temporaneo non deve rappresentare una soluzione per i governi.

La situazione potrebbe indirettamente avere effetti sulle rate dei mutui e dei prodotti finanziari a tasso variabile: in primis in diretta conseguenza con le decisioni della BCE sui tassi di interesse (il taglio dovrebbe apportare un calo dei tassi Euribor, l’indice di quasi tutti i mutui variabili in Italia.

Per quanto riguarda invece il rischio di default, secondo Bankitalia il debito pubblico italiano sarà sostenibile almeno per altri due anni, persino se i tassi di interesse sui titoli di Stato sfiorassero l’8% (in realtà ci siamo quasi…) con crescita pari a zero.

Una condizione «drammatica», come ricordato anche dal commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn. Dovranno essere perseguiti «tutti gli impegni assunti dall’esecutivo attuale – afferma il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker – l’Italia non deve solo annunciare misure ma anche applicarle».

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