Chapeau intervista Maurizio Zanella: Ca’ del Bosco, simbolo della Franciacorta

di Redazione PMI.it

30 Ottobre 2025 10:16

logo PMI+ logo PMI+
Chapeau ci svela la storia di Maurizio Zanella, che ha creato Ca' del Bosco trasformando una cantina bresciana in colosso che sfida le case di Champagne.

Questa settimana, Chapeau ha intervistato Maurizio Zanella, fondatore di Ca’ del Bosco, azienda simbolo della Franciacorta che oggi fattura oltre 52 milioni di euro e compete direttamente con le più grandi case di Champagne producendo uno dei vini migliori al mondo.

Fondata a Erbusco nel 1972, questa cantina bresciana è oggi una delle più grandi del territorio, con un fatturato che ha superato i 52 milioni di euro.

La video intervista di Chapeau a Maurizio Zanella

L’intervista realizzata da Chapeau ci racconta la storia di un uomo che, ancora ragazzo, si indebitò fino al collo per aprire una cantina trasformando la sua “follia” in uno dei vini più rinomati al mondo. L’intervista svela le strategie, le sfide e le innovazioni che hanno portato l’azienda bresciana al successo.

Ecco il video integrale, disponibile sulle principali piattaforme social di video streaming.

L’illuminazione in Francia

Per un giovanissimo Maurizio Zanella, poco più che sedicenne, fu “galeotto” un viaggio in Francia per produttori vinicoli lombardi, visitando la Borgogna e lo Champagne. L’esperienza cruciale fu la visita all’azienda Romanée Conti. Il viaggio accese la scintilla che lo spinse, al suo ritorno a Erbusco, a fondare la sua cantina, una delle prime in assoluto in Franciacorta.

La scommessa iniziale e l’arrivo di Dubois

L’avventura iniziò con un investimento di circa 160 o 170 milioni di lire. La prima cantina fu completata tra il 1973 e la fine del 1974. La svolta avvenne nel 1978 con l’assunzione di André Dubois, uomo noto per la sua etica del lavoro e il rifiuto della cravatta in cantina e soprattutto braccio destro del vecchio capo della Moët & Chandon, l’azienda più importante dello Champagne. Dubois accettò di lasciare il colosso francese per la piccola cantina bresciana e con lui iniziò la produzione del Franciacorta.

Le strategie per conquistare il mercato

Inizialmente, le vendite furono difficili perché a Milano nessuno credeva che a Brescia si producesse vino. Per non fallire, Zanella diventa il co-fondatore di “Vini Italiani Nobili”, adottando inizialmente uno schema piramidale per vendere direttamente ai consumatori. La crescita esplosiva si ebbe grazie al canale della ristorazione di qualità, favorito dal cambiamento dei consumi e dall’affermazione dei primi grandi chef, come Gualtiero Marchesi. Un elemento decisivo fu l’incontro con Luigi Veronelli, filosofo anarchico e il critico enologico più importante d’Italia. Veronelli divenne un amico e un maestro, facilitando l’accesso alle più grandi cantine e ristoranti del mondo.

La crescita e l’evoluzione del prodotto

Per superare l’ossessione del mercato internazionale per lo Champagne, Zanella si inventò le degustazioni mascherate. Organizzò eventi in Stati Uniti, Vienna, Monaco e Londra, dove Ca’ del Bosco veniva degustato alla cieca contro i vini più importanti del mondo, classificandosi spesso primo o secondo.

Parallelamente, Zanella si batté per 20 anni per escludere il termine “spumante” dalla denominazione Franciacorta, ottenendo la DOCG nel 1995 per distinguerlo dal vino industriale.

Il metodo di produzione include oggi una raccolta rigorosamente manuale in cassette da massimo 16 kg. Il processo si distingue per l’innovativo sistema di lavaggio dell’uva inventato da Ca’ del Bosco, prima della pressatura e della doppia fermentazione in bottiglia.

Ca’ del Bosco è un’etichetta certificata biologica, ma non lo mette in evidenza come mera strategia di marketing ritenendo che l’eliminazione dei prodotti di sintesi chimica sia una scelta di buon senso per difendere l’asset più importante: la terra.

Ca’ del Bosco ha chiuso il 2024 con un fatturato di oltre 52 milioni di euro. Il vino che traina le vendite (oltre il 60%) è la Cuvée Prestige, la cui celebre carta arancione non è marketing, ma un sistema di protezione contro i raggi UV.

Consigli per giovani imprenditori

Per i giovani imprenditori, Maurizio Zanella suggerisce che in un mondo in cui gli spazi sono presidiati, è necessaria “ancor più follia” di quella che usò lui. Il consiglio finale è di essere irriverenti e di fare “esattamente l’opposto di quello che stanno facendo gli altri”.