Nuovo Governo e Legge di Bilancio: le prossime tappe fino al 1° gennaio

di Redazione PMI.it

Scadenze imminenti del Governo uscente e per il nuovo Esecutivo: il calendario dell'insediamento in Parlamento e per la stesura della Manovra 2023.

La definizione della Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza è attesa entro il 27 settembre, ad appena poche ore da quando lo scrutinio post voto per le Elezioni Politiche ha posto le basi del nuovo Governo e del futuro premier.

Le proiezioni in tempo reale, pur a scrutinio non ancora concluso, già da ora parlano chiaro: l’Italia ha scelto la coalizione di Centrodestra guidata da Giorgia Meloni.

All’uscente Governo Draghi tocca il compito di fornire le stime economiche tendenziali  con la NADEF (mentre l’intera programmazione spetta alla nuova compagine) e poi di definire il DPB (Documento Programmatico di Bilancio) con l’impianto della Manovra da sottoporre alla Commissione Europea entro il 15 ottobre.

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Il nuovo Esecutivo entrerà in carica e si insedierà in Parlamento soltanto nella prima settimana di novembre, mentre la prima tappa è quella del 13 ottobre in Parlamento, con l’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

A quel punto partiranno le consultazioni del Presidente della Repubblica per definire  gli orientamenti e affidare l’incarico di formare il nuovo Esecutivo, con insediamento previsto intorno a metà novembre.

Dopo l’incarico al nuovo Premier, infatti, bisogna concordare con il Capo dello Stato la lista dei ministri. Solo a quel punto il nuovo Governo potrà giurare al Quirinale e insediarsi, chiedendo entro 10 giorni la fiducia in Parlamento.

Da metà novembre a fine dicembre scatta per il nuovo Governo la corsa per scrivere la Legge di Bilancio, con il difficile compito di far quadrare proposte elettorali e risorse a disposizione. La Manovra da completata e approvata in Parlamento entro il 31 dicembre 2022 con entrata in vigore in 1° gennaio 2023.

Diversamente, se il nuovo Governo non dovesse centrare tale stringente calendario, scatterebbe l’esercizio provvisorio. Il meccanismo consentirebbe di gestire l’ordinaria amministrazione di Governo ma con un pesantissimo impatto finanziario, non concedendo al Governo la possibilità di spendere più di un dodicesimo delle entrate effettive ogni mese.