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Come funziona la nuova detrazione per i giovani in affitto

di Redazione PMI.it

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In Manovra la detrazione per giovani in affitto fino ai 31 anni: tetto ISEE per la detrazione del 20% sul canone, fino a 2mila euro per quattro anni.

Quattro anni di detrazione fiscale al 20% sull’affitto per i giovani, con un minimale a 991,60 euro e un tetto massimo pari invece a 2mila euro. La misura è inserita nel pacchetto giovani previsto dalla Legge di Bilancio, che potenzia il bonus affitti già precedentemente previsto per il giovani, alzando la detrazione, e modifica la platea, alzando l’età anagrafica e introducendo un limite ISEE.

Bonus affitto in Manovra 2022

Il riferimento è il comma 155 della Legge 234/2021, che prevede la nuova detrazione per i giovani fino a 31 anni non compiuti. Precedentemente, la detrazione sugli affitti era prevista fino a 30 anni, quindi la platea è stata allargata, ma viene anche introdotto un nuovo requisito, perché la nuova detrazione spetta solo in presenza di ISEE fino a 15.493,71 euro.

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Importo del bonus fiscale

Anche prima era previsto lo stesso paletto di reddito, che però non rappresentava un tetto massimo per il diritto all’agevolazione ma un livello economico al di sopra del quale la detrazione di 300 euro si dimezzava. Ora invece la detrazione è potenziata. Nel dettaglio, è pari a 991,60 euro oppure, se più favorevole al contribuente, al 20% del canone di locazione e comunque entro il limite massimo di 2mila euro. In pratica, la detrazione è pari al 20% dell’affitto, con un minimo di 991,60 e un massimo di 2mila euro.

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Durata e utilizzo

La nuova norma è strutturale, non è un’agevolazione una tantum ma va a modificare l’articolo 16, comma 1-ter, del testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/1986). Ci sono altre due variazione rispetto alla precedente normativa. In primo luogo, la detrazione spetta per quattro anni e non più per tre anni. In secondo luogo, può essere utilizzata anche se il giovane affitta una porzione di casa e non un intero immobile. Quindi, per esempio, è applicabile anche in caso di condivisione di un appartamento. Restano invece i vincoli relativi al fatto che l’abitazione deve essere la prima casa e non può essere lo stesso immobile in cui vivono anche i genitori.