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Verso la manovra 2020: fase 2 su lavoro e welfare

di Barbara Weisz

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Il Governo pensa a taglio del cuneo fiscale, novità per le lavoratrici (sconti contributivi, maternità e smart working), salario minimo: incontro con le parti sociali.

Politiche per la natalità e la famiglia, politiche attive per lavoro (partendo dalla formazione), riduzione cuneo fiscale, sostegno agli investimenti produttivi pubblici e privati: sono le linee guida che il Governo ha illustrato nel corso dell’incontro con le parti sociali di lunedì 5 agosto in vista della manovra 2020. Si è tratta del terzo incontro preparatorio della prossimo Legge di Bilancio, in un’ottica, spiega il premier Giuseppe Conte, di «metodo condiviso per costruire la politica economica», basato sulla costruzione di strategie che partano dalla conoscenza approfondita dei problemi e «da un serrato confronto con i rappresentanti delle varie categorie produttive che contribuiscono a far crescere quotidianamente la nostra economia e a renderla sempre più solida».

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Il confronto con le parti sociali

Appuntamento a Palazzo Chigi dedicato a misure per il lavoro e il welfare da inserire in manovra 2020, presenti le principali organizzazioni sindacali, imprenditoriali, professionali e di categoria. Fra gli altri, Cgil, Cisl e Uil, Confindustria, Confcommercio, Confartigianaato, Confagricoltura, Coldiretti, Confcooperative, Confapi, Confoprofessioni, Abi, Ania. La prossima legge di Bilancio segnerà l’inizio di quella che Conte chiama “fase due” del programma economico, orientata a «un patto per la crescita e lo sviluppo sociale basato su quattro pilastri principali: la tutela della sicurezza sociale, le politiche attive del lavoro e la formazione, un quadro fiscale e normativo favorevole alla competitività e, infine, il sostegno agli investimenti privati e pubblici».

Misure in manovra

Non ci sono al momento, grossi dettagli nel merito delle misure da inserire in manovra. Come detto, si parla chiaramente di taglio del cuneo fiscale. Resta acceso il dibattito intorno al salario minimo, con la Cgil che insiste sulla necessità di non depotenziare il ruolo dei contratti nazionali e le imprese abbastanza compatte contro la misura. In generale i sindacati chiedono un intervento sulle busta paga dei lavoratori, e Conte dopo il vertice ha rilevato la necessità di affrontare “l’emergenza salariale”, che negli ultimi cinque anni ha fatto perde 5mila euro netti ai dipendenti. Altro tema affrontato, ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio, misure di conciliazione lavoro vita privata per le donne: ipotesi di sgravi contributivi, smart working nei mesi successivi al parto, welfare aziendale.

Nel corso del secondo round di incontri, questa volta al Viminale, il vicepremier Matteo Salvini ha continuato a sottolineare che la priorità per la Lega è la flat tax. Si registrano sul punto, defezioni e botta e risposta a distanza.

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, annuncia che non andrà al ministero dell’Interno, dove quindi il sindacato confederale sarà rappresentato da un altro delegato, perché «sulla manovra io, come segretario, parlo a Palazzo Chigi con il premier, credo sia una cosa normale, perché la Legge di Stabilità è unica». Presente, invece, il numero uno della Cisl, Carmelo Barbagallo, «abbiamo una piattaforma e la presenteremo anche a Salvini. Sulla composizione delle delegazioni, ognuno fa come vuole». Per quanto riguarda Palazzo Chigi, prossimo vertice dopo la pausa estiva, a fine agosto/inizio settembre.

Infine, sembrano confermati i tempi brevi per il decreto sulle crisi d’impresa, che contiene oltre a una serie di norme relative a specifici casi (come Whirlpool, a cui sono destinati fondi per evitare la chiusura a Napoli), anche novità per i collaboratori sul fronte del welfare (disoccupazione, maternità, malattia), e il contratto dei rider.

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