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Legge di Bilancio: riforme in 5 anni

di Barbara Weisz

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Il Governo punta a una crescita all'1,6% e prepara una manovra economica senza sforare i parametri UE: subito flat tax e reddito di cittadinanza, le altre riforme saranno completate in cinque anni.

La Legge di Bilancio per il 2019 rispetterà i parametri comunitari sul fronte del debito senza rinunciare alle riforme fondamentali del programma di Governo, che però saranno graduali: la realizzazione completa è prevista nel corso dei cinque anni della legislatura.

Sono i punti cardine dei due interventi del premier Giuseppe Conte e dal Ministro dell’Economia Giovanni Tria al forum Ambrosetti di Cernobbio, che ha riunito come di consueto i vertici delle istituzioni politiche e del mondo economico italiano e internazionale.

La novità, rispetto alle anticipazioni già fornite, è l’accento posto sull’importanza della stabilità dei conti e della crescita come obiettivo primario. Su quest’ultimo punto, le stime dell’Esecutivo sono più ottimistiche di quelle europee (che vedono il PIL italiano a +1,3% quest’anno e +1,1% l’anno prossimo): l’obiettivo del Governo è una crescita dell’1,6%.

Per i numeri ufficiali bisogna attendere la presentazione del DEF (documento di economia e finanza) di fine settembre, ma l’obiettivo è stato annunciato dal ministro Tria, nel corso dell’intervento conclusivo a Cernobbio:

Se iniziassi il mio intervento dicendo che l’obiettivo è quello dell’1,6% cosa pensereste voi? Probabilmente che stia parlando dell’indebitamento netto, del deficit. Vorrei parlare invece di obiettivo dell’1,6% per la crescita. Questo è l’obiettivo del governo.

La politica economica dell’esecutivo tiene conto di tutti gli elementi che secondo il ministro sono fondamentali in vista anche della Legge di Bilancio:

La riduzione del rapporto debito/PIL significa un rafforzamento e un consolidamento della presenza sui mercati finanziari dell’Italia che libererà risorse e attrarrà investimenti. E questo è importante per un governo che si pone la crescita come primo obiettivo.

Sulla stessa linea il premier Conte, che insiste sulle riforme per la crescita inserendole nel quadro del rispetto dei conti:

il reddito di cittadinanza si deve fare, la flat tax va fatta perché consente un rapporto più chiaro con il Fisco, ma per ogni misura che proporremo ci saranno le coperture, non siamo scriteriati.

In vista, lo ricordiamo, ci sono anche le prime misure di riforma pensioni.