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Nuovo Governo: prove di dialogo Lega e M5S

di Barbara Weisz

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Niente accordo fra le forze politiche, il Capo dello Stato annuncia il secondo giro di consultazioni per formare il nuovo Governo: analisi delle possibili alleanze tra partiti.

Il primo risultato delle prime consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del nuovo Governo? Una fumata nera. Serve dunque un secondo giro di consultazioni, con  calendario  da definire. La richiesta, par di capire, arriva dalle stesse forze politiche, che il presidente della Repubblica ha ascoltato il 4 e 5 aprile. I partiti che hanno preso più voti alle elezioni,  Lega e Movimento 5 Stelle, devono sondare tutte le possibili ipotesi di Esecutivo  per formare un’alleanza che abbia la maggioranza in Parlamento. Al PD, arroccato sul no a qualsiasi accordo, resta il ruolo dell’opposizione.

Sullo sfondo, l’ipotesi di un governo tecnico di pochi mesi per elezioni in autunno ed i sondaggi tra gli elettori che danno vincente un governo Movimento 5 Stelle e Lega al 44% (dati Swg). Vediamo la cronaca delle ultime ore.

Consultazioni

Dopo le consultazioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha conferito nessun incarico di Governo, registrando di non aver rilevato una maggioranza.

È indispensabile, in base alle regole della nostra democrazia, che vi siano delle intese tra più parti politiche per formare una coalizione che possa avere la maggioranza in Parlamento e quindi far nascere e sostenere un governo. Nelle consultazioni di questi due giorni non è ancora emersa questa condizione. […]Nella corso della prossima settimana avvierò, quindi, un nuovo ciclo di consultazioni per ascoltare le opinioni dei partiti e verificare se è maturata qualche possibilità che oggi non si registra.

Lega e M5S

In realtà, stando alle dichiarazioni dei leader politici di questi giorni, segnali di avvicinamento alla formazione di un esecutivo ci sono. Il Movimento 5 Stelle ha espresso la propria disponibilità sia verso la Lega sia verso il Pd. E il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, ha a sua volta aperto al Movimento 5 Stelle, esprimendosi a favore di un Governo che duri per l’intera legislatura e che coinvolga le forze che hanno vinto le elezioni, ovvero il centrodestra e il M5S. La proposta di Luigi Di Maio (M5S) è un contratto di Governo, anch’esso per l’intera legislatura, basato su specifici punti programmatici concordati fra alleati. Gli alleati possibile sono la Lega e il PD, l’uno in alternativa all’altro.

Forza Italia e PD

Emergono altre considerazioni: posizioni distanti fra i due alleati di centrodestra, Lega e Forza Italia, con il leader azzurro Silvio Berlusconi che al termine delle consultazioni ha sottolineato la distanza con i pentastellati, in contrasto con la sopracitata apertura di Salvini. Berlusconi, invece, strizza l’occhio al PD. Dunque, con modalità diverse da quelle dei 5 Stelle, anche il centrodestra si tiene aperte tutte le porte.

Il PD, però, che le elezioni le ha perse, vuole andare all’opposizione. Lo ha ribadito Maurizio Martina, uscendo dal colloquio con il Capo dello Stato: «L’esito elettorale per noi negativo non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino». E nemmeno di accettare alleanze proposte da altri, si potrebbe aggiungere. Il punto è che il PD continua ad avere questioni interne da risolvere, in primis quella della leadership: appuntamento fondamentale, l’assemblea del 21 aprile.

E nemmeno Lega e 5 Stelle hanno fretta, anche in vista degli appuntamenti elettorali di fine aprile con le Regionali in Friuli Venezia Giulia e Molise, che potrebbero fornire nuova linfa a possibili alleanze. Staremo a vedere.