La UE chiede il 30% di quote rosa nei CdA entro il 2015

di Alessandro Vinciarelli

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Quote rosa nei CdA della UE: il Commissario Viviane Reding chiede alle imprese un documento scritto che attesti il proprio impegno per il 30% entro il 2015 e il 40% per il 2020.

UE: sulle quote rosa il Commissario europeo alla Giustizia, Viviane Reding lancia una sfida alle imprese quotate in Borsa: aumentino la presenza femminile nei Consigli di Amministrazione. La Reding ha proposto un impegno scritto con l’obiettivo di raggiungere entro il 2015 il 30% per arrivare gradualmente al 40% entro il 2020.

È quanto si ritiene utile per le imprese stesse, dopo l’incontro con le aziende avuto dallo stesso Commissario, che ha riscontrato parere favorevole e motivazioni solide.

Questo primo incontro, volto a valutare le opinioni dei diversi vertici in merito all’aumento della partecipazione femminile nei CdA è, si è rivelato dunque molto costruttivo, facendo emergere una condivisione di opinioni. «Mentre alcuni, come Norvegia, Spagna e Francia, considerano indispensabile un intervento legislativo in tal senso, altri hanno proposto iniziative di autoregolamentazione».

Si tratta di un intervento utile per far crescere i profitti delle società e per spingere la crescita economica. In Italia la proposta si è arenata in Senato: un passaggio graduale come quello proposto dalla Reding potrebbe essere la risposta giusta.

Per quest’anno non ci sarà nessun intervento legislativo. Per ora la Reding è disposta a dare fiducia all’autoregolamentazione. Se questa non dovesse dare i frutti sperati, allora l’UE agirà di conseguenza. Intanto però il Commissario UE ha chiesto che le imprese firmino un documento che le impegni a perseguire questa strada.

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