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Pensioni: potere d’acquisto -4%

di Francesca Vinciarelli

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I dati sul calo del potere d'acquisto delle pensioni di oggi e le richieste al Governo di CER e CUPLA: bonus di 80 euro, nuova indicizzazione e detrazioni TASI.

È calato del -4% il potere d’acquisto delle pensioni dal 2009 ad oggi, al netto del prelievo fiscale, mentre la pressione fiscale è fortemente aumentata: a lanciare l’allarme chiedendo al Governo interventi mirati (estensione del bonus di 80 euro ai 7,4 milioni di pensionati sotto i mille euro, nuova indicizzazione e detrazioni sulla TASI) sono il Centro Europa Ricerche (CER) e Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo (CUPLA) sulla base delle ultime rilevazioni effettuate. Secondo quanto evidenziato nel rapporto, le condizioni di disagio sociale dei pensionati sono cresciute a causa del meccanismo di indicizzazione che penalizza soprattutto i redditi più bassi.ù

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Assegni pensioni

Il presidente del CUPLA, Renato Borghi, denuncia:

«Il 44% dei pensionati vive in uno stato di semipovertà con introiti inferiori ai mille euro lordi mensili».

Inflazione e pressione fiscale

In più, spiega Sergio Ginebri, professore di economia politica dell’Università Roma Tre e responsabile dell’indagine CER:

«Il sistema studiato per allineare le pensioni all’inflazione dà una visione delle cose lontana dalla realtà, perché si affida a un paniere di beni non rappresentativi per la categoria. Teoricamente è un sistema di protezione, ma concretamente non funziona. A questo va aggiunto poi l’effetto dell’aumento della pressione fiscale».

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Richieste al Governo

CUPLA chiede quindi al Governo:

  • bonus di 80 euro per i lavoratori a basso reddito esteso anche alle pensioni al di sotto dei mille euro;
  • un’indicizzazione che abbia senso rispetto alla vita del pensionato e che tenga conto non tanto dei prezzi degli smartphone, quanto piuttosto degli incrementi nella spesa sanitaria;
  • interventi mirati sulla TASI con detrazioni per i redditi sotto i mille euro e per le persone non autosufficienti ricoverate nelle case di riposo.

«Fino ad oggi abbiamo sentito solo proclami. Ora bisogna trovare soluzioni per coloro che, lavorando e pagando i contributi, hanno rispettato il patto di cittadinanza e meritano, a loro volta, dignità e rispetto», conclude CUPLA.