Riforma Professioni: CdS, parametri per tariffe e liquidazioni

di Noemi Ricci

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Il CdS si è espresso sulla riforma delle professioni: chieste modifiche su parametri e tariffe professionali, sui compensi dei professionisti e sui preventivi.

Il Consiglio di Stato ha espresso parere negativo sullo Schema del Governo tramite cui attuare la Riforma delle Professioni.  Tra le numerose osservazioni, spiccano anche due raccomandazioni:

  1. estendere i parametri che sostituiscono le tariffe professionali anche alle liquidazioni d’ufficio;
  2.  includere i rimborsi nei compensi dei professionisti.

Il CdS ritiene necessario che vengano messe in campo misure di semplificazione, con particolare riferimento alle le formule utilizzate per la quantificazione del corrispettivo.

L’obiettivo è che scongiuri il rischio che il ricorso ai parametri finisca per diventare un utilizzo di “tariffe mascherate”, evitando di indicarne la misura minima ma definendo dei valori medi, modificabili fino ad una misura massima.

Parametri ad ampio spettro

I parametri per le tariffe professionali e le liquidazioni d’ufficio dovrebbero essere resi validi non solo in caso di contenzioso e mancato accordo tra le parti, ma anche – ad esempio – per definire i corrispettivi base nelle gare di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.

Ovviamente è necessario imporre che i parametri non superino come importo le tariffe professionali previgenti, già abolite dal Decreto Liberalizzazioni (DL 1/2012).

Compensi e rimborsi

Il CdS ritiene inoltre opportuno che i compensi dei professionisti includano anche le spese, gli oneri e i contributi versati per svolgere il proprio incarico e non solo la prestazione professionale e le attività accessorie come attualmente previsto dalla bozza del DM.

Preventivi

Necessario infine recepire l’obbligo del DL Liberalizzazioni che impone al professionista di presentare al cliente un preventivo di massima in mancanza del quale, in caso di disaccordo, il giudice non avrebbe la base per valutare un eventuale riduzione del compenso da liquidare e potrebbe giudicare negativamente l’assenza di tale prova.

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