Disoccupazione: in azienda meno competenze e più stage

di Alessandro Vinciarelli

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La disoccupazione in ambito UE raggiunge nuovi record: 15,9 milioni di senza lavoro. In Italia tornano le assunzioni privilegiate per conoscenze dirette e il futuro per i professionisti non è roseo

Le difficili condizioni economiche costringono molte aziende a chiudere i battenti o a ridimensionare l’organico. La conseguenza diretta è che la disoccupazione, che raggiunge in Europa nuovi e infelici record.

Sono oltre 15,9 milioni le figure professionali in cerca di lavoro, con una crescita di 167.000 unità. E le prospettive future restano critiche.

In questo contesto, anche in Italia si rinnova il fenomeno della raccomandazione, che rende le possibilità di assunzione basata sulle competenze ancora più esigue.

Secondo un’indagine di Unioncamere e Ministero del Lavoro, infatti, nel 2009 le assunzioni saranno condizionate da conoscenza diretta o rapporti di fiducia.

La crescita rispetto al 2008 è del 3,5% e coinvolge in parte anche i rapporti tra clienti e fornitori.

Il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, prova a spiegare la rinnovata tendenza: «Chi ha la responsabilità dell’impresa sa che non può sbagliare persona, perché questo può significare perdere il treno giusto».

L’unica possibilità per i giovani professionisti in possesso di titoli speciialistici, è quella di rendersi noti alle aziende attraverso stage e periodi contrattuali di lavoro precario.

A conferma del fenomeno, la percentuale di crescita degli stagisti che raggiunge il 20%, passando da 256mila a 305mila unità.