Pmi e Fisco: troppe tasse e oneri per Confcommercio

di Noemi Ricci

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Presentata in occasione della tappa ligure del Roadshow Confcommercio, l'indagine su fiscalità e Pmi: oneri fiscali insostenibili per tre imprese su cinque e rapporto difficile con la PA

Partito a gennaio da Ancona, per poi arrivare a Palermo, il Roadshow di Confcommercio
è sbarcato ieri a Genova trattando le tematiche legate alle tasse e gli oneri che pesano attualmente sulle Pmi.

Nel corso del convegno dal titolo “Fiscalità e pmi: un fisco sostenibile per le piccole e medie imprese” sono stati presentati i risultati dell’indagine condotta da Confcommercio sul tema.

Circa tre imprese su cinque (57%) si sentono schiacciate da tassazioni troppo elevate e non sostenibili. Il carico fiscale e previdenziale-contributivo per quattro imprese su cinque (75,5%) pesa come un macigno limitandone lo sviluppo e la competitività, mentre per il 61% delle Pmi è la burocrazia a incidere negativamente sulla propria attività.

Per il 66% delle Pmi un tale carico fiscale è da attribuirsi alla cattiva gestione e allo spreco delle risorse pubbliche, mentre per il 40% sarebbe dovuto alla diffusione dell’evasione fiscale. Tra gli oneri, a pesare più di tutti sarebbe l’IRAP, una tassa giudicata ingiusta dal 35% delle Pmi intervistate poichè grava solo sulle imprese e sui lavoratori autonomi per finanziare la spesa sanitaria.

In generale la pressione fiscale, secondo il 60% delle Pmi sarebbe aumentata in modo significativo negli ultimi cinque anni, per il 40% invece sarebbe rimasta sostanzialmente stabile.

Restano difficili i rapporti tra imprese e uffici di fisco, nonostante l’introduzione della telematica e delle politiche di semplificazione amministrativa – che ha portato all’eliminazione di 36mila leggi – negli ultimi cinque anni sono migliorati solo per il 40% delle imprese, mentre per il 50% sono rimasti sostanzialmente uguale.

Il 59% delle Pmi attribuisce questa difficoltà alla complessità e al cambiamento continuo delle norme e degli adempimenti, il 41% all’aumento delle scadenze e alla complessità delle richieste da parte degli uffici pubblici secondo norme spesso interpretate e applicate in modo differente da Regione a Regione, da Provincia a Provincia.

A margine della conferenza il Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ha assicurato che la strada delle semplificazioni continuerà e che gli studi di settore saranno pronti al più presto. Ha inoltre annunciato l’apertura di un tavolo per le piccole e medie imprese.