Occupazione in Italia, trainata dalle Pmi

di Noemi Ricci

scritto il

Sono le Pmi a generare posti di lavoro in Italia, con un incremento dell'1,5%. Salgono le richieste di figure professionali specializzate in amministrazione e finanza, controllo di gestione, informatica e logistica

In tema di occupazione, mentre le grandi aziende mostrano primi segnali di crisi (con una diminuzione degli occupati dello 0,2%), le piccole e medie imprese fanno registrare un incremento dell’1,5%.

Nel mondo del lavoro, mentre cala la domanda per le professioni meno qualificate sale invece quella per le figure professionali con specializzazione ed esperienza, anche tra gli immigrati.

Questo quanto emerge dai primi dati di Excelsior 2008, il Sistema informativo di Unioncamere sui fabbisogni delle imprese sul mercato del lavoro.

Il dato chiave delle ultime rilevazioni? Sono le piccole imprese a sostenere il livello occupazionale nel mercato del lavoro italiano: è grazie a loro se si riuscirà a raggiungere la previsione, a fine 2008, dei 110mila posti di lavoro in più nelle aziende italiane.

Nonostante le difficoltà di reazione e adattamento alle “avversità” dei mercati, a metà anno le piccole imprese avevano già fatto registrare più 100mila nuovi dipendenti.
Positive anche le medie imprese con un +0,8%.

Le assunzioni di dirigenti, tecnici e impiegati specializzati sorpassano le 20mila unità, mentre le professioni meno qualificate scendono a 103mila contro i 115mila del 2007.

Tra i più richiesti, gli impiegati in amministrazione e finanza e in controllo di gestione, gli informatici e gli addetti alla logistica, ai quali il 60% delle imprese offre un contratto a tempo indeterminato.

Scendono al 20,3% (27,1% nel 2007) anche le assunzioni di lavoratori immigrati, ma diventano sempre più qualificate, soprattutto nel commercio e nei servizi. Si prevede infatti che ben il 7% delle nuove assunzioni di stranieri riguarderà ruoli dirigenziali o di elevata specializzazione.