Imprenditori web: come inventarsi un lavoro su Internet

di Alessia Valentini

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"Wwworkers": come lasciare il posto fisso e avviare un'attività web remunerativa.

I dipendenti con contratti precari, i lavoratori senza prospettive di assunzione e tutti coloro che non sono soddisfatti del proprio lavoro a posto fisso, o anche le donne che vogliono riuscire a conciliare tempi di lavoro e famiglia,  hanno oggi una opportunità in più nel mondo del lavoro: il lavoro da remoto e l’imprenditoria web.

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Per studiare il fenomeno di coloro che improvvisamente sceglie di abbandonare il posto fisso per dare vita ad una attività imprenditoriale fondata sulle proprie passioni, che avesse nel Web il suo elemento abilitante, il giornalista Giampaolo Colletti ha creato nel 2010 il blog wwworkers, per dare voce alle esperienze di chi aveva compiuto il grande passo: il successo dell’iniziativa è stato tale che è diventato un libro “Wwworkers. I nuovi lavoratori della rete” con circa 200 profili collezionati.

Soldi, indipendenza, tempo e carriera

Cosa spinge a mollare il posto fisso per lanciarsi nell’imprenditoria web? In primis la mancata realizzazione economica, contrattuale e professionale, nonché la difficoltà enorme di collocarsi oggi sul job market passando per i canali più tradizionali (leggi disoccupazione o “precarietà a tempo indeterminato“!).

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Piuttosto che andare a lavorare all’estero, gli intraprendenti wwworkers non vanno più in là della stanza del PC, opportunamente trasformata in uno strumento di lavoro e guadagno. In termini di profitto, infatti, il comune denominatore per tutti è un guadagno netto fra i 1500 e i 3000 euro. Non cifre da capogiro come ai tempi della prima era New Economy ma sufficienti a rendersi indipendenti. Oltre al guadagno e all’indipendenza da contratti insoddisfacenti, ci si realizza così anche professionalmente.

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L’altra grande spinta? La voglia (quando non la necessità) di conciliare lavoro e vita privata, godendo di maggiore flessibilità di orari e procedure di lavoro senza sacrificare le proprie aspirazione di carriera. Il worklife balance, quindi, diventa prioritario e, se si deve lavorare meno ma meglio, si è anche disposti a rinunciare al posto fisso!

A volte poi l’iniziativa personale funziona meglio dei modelli di business adottati dalle aziende più tradizionali, anche in tempi di crisi. Dai servizi a domicilio commissionati online a quelli di consulenza via web (es.: i ricorsi sulle multe!).

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Caratteristica comune è il passaggio dal “Made in Italy” al “Live in Italy”: in pratica si assiste a imprenditori che si realizzano con professioni web legate al proprio territorio: dai pastori sardi che commercializzano i propri formaggi agli artigiani itineranti che avviano un laboratorio online operando su commissione.

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Gli strumenti

Colletti definisce i wwworkers come “connessi alla rete e alla propria creatività” e, giustamente, li vede come la «dimostrazione concreta di come si possa scommettere sulla cosa più preziosa di cui si è in possesso: se stessi».

Oggi, Wwworkers è un marchio registrato e il sito dedicato continua la raccolta di testimonianze, fornendo anche consigli pratici: esiste infatti un decalogo/ manifesto programmatico, unito a una serie di suggerimenti utili per avviare un’attività online remunerativa.

Nelle quattro sezioni in cui si articola – IDENTIKIT (casi di successo), MAPPA (collocazione di ciascun wwworker), HOW TO (consigli pratici) e CI SEI? (per lasciare la propria esperienza) – si colgono dunque i passi passo per avviare la propria attività web. A cominciare dalla costruzione della propria presenza online, che richiede la conoscenza dei linguaggi della rete, delle potenzialità ma anche dei rischi.

Altrettanto importante è la messa in regola dell’attività, premessa d’obbligo per non essere perseguiti dal ministero delle Finanze!

Vengono ad esempio fornite alcune indicazioni sui costi connessi alla partita IVA – per dare modo di valutare la convenienza alla sua apertura – e si viene rimandati ad alcuni siti e blog specializzati, che forniscono informazioni sempre aggiornate e quindi affidabili.

Alcune professioni sono già mappate e riportate in formato scheda, nel caso “ci si voglia ispirare”: descrive i dettagli del lavoro, il profitto mensile o annuale e la pagina web della neonata attività, che può contare così di una gratuita vetrina pubblicitaria. La stessa scheda serve a registrarsi e raccontare la propria storia.

Il Manifesto

Per testare se si è pronti a diventare wwworkers ecco il decalogo di Coletti, il manifesto programmatico per riconoscersi in questa nuova categoria di lavoratori (non è più presente sul sito, ma lo è nel libro).

  1. La tua passione è il motore della tua professione: i tuoi sogni non sono più chiusi in un cassetto.
  2. Ti sei liberato di un cartellino da timbrare e di tanti colleghi da sopportare, spezzando le catene che ti legavano al tuo posto fisso.
  3. I tuoi soci e alleati sono amici e parenti: amati, appassionati, fidati.
    Hai raggiunto il tuo worklife balance ideale: l’equilibrio tra la tua vita personale e professionale è virtuoso.
  4. Hai un rapporto unico con ciascuno dei tuoi clienti: li conosci, li ascolti, li soddisfi.
  5. Non hai orari imposti: decidi la tua agenda, definisci le tue priorità, calibri il tuo orologio biologico.
  6. La rete per te è fatta di individui e con loro intessi “conversazioni”: il tuo business è relazione, interazione, soddisfazione del cliente.
  7. Non vivi schiavo della rete e sai relazionarti oltre lo schermo di un computer: le nuove tecnologie sono strumentali al tuo lavoro, non ne sei schiavo, ma protagonista.
  8. Consumi “glocal” acquistando online, sprechi poco e inquini ancora meno: d’altronde hai scelto il telelavoro come professione, abbattendo i costi di inquinamento dovuti ai continui spostamenti tipici del pendolare.
  9. Sei brand di te stesso in modo consapevole e onesto verso la tua community online: ricerchi la soddisfazione tua e del tuo cliente, prima che il profitto.

Se le risposte sono tutte affermative, allora si è pronti per diventare un wwworker!

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