Fisco e Stabilità 2014-2015: Padoan, più crescita e meno tasse

di Barbara Weisz

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Il Ministro dell'Economia Padoan fa il punto su Patto di Stabilità e raccomandazione UE all'Italia: bonus IRPEF strutturale dal 2015, sgravi fiscali, lavoro, misure per le imprese.

«Non ci sono scorciatoie per la crescita» ma è «necessaria una strategia a più piani» basata su tre pilastri, ovvero più apertura di mercato (interno e globale), riforme strutturali (in Italia e in Europa), più investimenti per la ripresa, pubblici e privati: è la ricetta di Governo esposta dal Ministro dell’Economia Padoan nel corso di un’informativa alla Camera sui vincoli del Patto di Stabilità. Un’occasione per chiarire le priorità dell’Esecutivo in materia di lavoro e imprese, anche in vista della manovra finanziaria (sulla possibilità di una manovra entro ferragosto il ministro non ha voluto inizialmente commentare, salvo poi smentire l’arrivo di una imminente “manovrina”).

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Riforma Fiscale e Legge di Stabilità

Innanzitutto, è stata confermata la volontà di rendere strutturale il bonus in busta paga (che si trasformerà in un vero e proprio aumento),  ossia il taglio del cuneo fiscale che troverà posto nella prossima Legge di Stabilità 2015.In vista, nel piano di Governo sintetizzato da Padoan alla Camera, ci sono poi in programma nuovi provvedimenti nell’ambito della delega fiscale, focalizzati per lo più sul riordino dell’imposizione sul reddito d’impresa, oltre che sull’abuso del diritto (un altro tema che riguarda da vicino il mondo produttivo) e sulla revisione delle detrazioni e deduzioni fiscali in chiave di spending review (una norma questa rilevante per tutti i contribuenti e non sono per le aziende).

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Il ministro ha sottolineato che le misure del Governo sono in linea con la seconda raccomandazione UE, che indica di spostare l’onere fiscale, ovvero le tasse, da fattori produttivi (quindi da lavoro e imprese) verso il consumo, la proprietà immobiliare, l’ambiente, le rendite finanziarie. Padoan ha inoltre ribadito che la delega fiscale, in generale, deve garantire:

«un sistema più equo, trasparente e vicino alle imprese e ai contribuenti, oltre a fornire, allo stesso tempo, stabilità e certezza del diritto nonché efficaci strumenti per la lotta all’evasione e all’elusione fiscale».

Crescita

In genere, Padoan ha risposto puntualmente a tutte le raccomandazioni per l’Italia della Commissione UE. In corso ci sono riforme istituzionali che, sottolinea il Ministro, hanno anche un impatto economico estremamente rilevante e spesso sottovalutato. Per quanto riguarda il sostegno al credito, si continua con le strategie per potenziare la garanzia pubblica, dare sviluppo ai fondi di credito, favorire un maggior coinvolgimento degli investitori istituzionali nel mondo produttivo, sostenere l’ingresso in Borsa delle PMI.

Lavoro

Lungo passaggio sulla riforma del lavoro (Jobs Act).Obiettivo: razionalizzare i meccanismi di assunzione e le forme contrattuali, migliorare il sistema degli ammortizzatori sociali e le politiche attive. La legge, già approvata, che riforma contratti a termine e apprendistato  è «il primo passo per arrivare a regime al contratto unico, con forme di tutela progressiva e un sistema di welfare più efficace e selettivo». Il piano Garanzia Giovani, di pari passo, «rappresenta un’occasione per rilanciare l’incontro tra domanda e offerta e razionalizzare il sistema delle politiche attive sul territorio».

In definitiva, la priorità per il semestre italiano di presidenza UE – sostegno alla crescita e all’occupazione «è stata fortemente condivisa, ribadita di recente e accolta anche alla riunione del Consiglio Ecofin dell’8 luglio scorso». L’auspicio è che resti tale per tutto il ciclo parlamentare europeo appena iniziato e per la Commissione che si insedierà in autunno, presieduta da Jean Claude Juncker.