Dis-coll stabile, estesa a ricercatori e dottorandi

di Redazione PMI.it

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Dis-Coll strutturale ed estesa a ricercatori e dottorandi: approvato l'emendamento del Governo alla legge su lavoro autonomo e smart working.

Il sussidio di disoccupazione Dis-Coll diventa strutturale: il Governo ha presentato un emendamento alla legge sul lavoro autonomo che è stato approvato in commissione Lavoro alla Camera. Nel frattempo, la prestazione continua ad essere operativa perché il Milleproroghe l’ha riattivata fino a luglio.

Riassumiamo la situazione: l’ammortizzatore sociale per i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto è stato introdotto dal Jobs Act in via sperimentale fino al 2015, prorogato di un anno dalla manovra 2016, prolungato dal Milleproroghe 2017 al 30 giugno. Con l’inserimento nella Legge Autonomi e Smart Working diventerà definitivo. Tecnicamente, viene inserito l’articolo 6-bis della legge, che va a modificare l’articolo 15 del Dlgs 22/2015, inserendo il comma 15-bis.

=> Dis-Coll: sussidio strutturale dal 2017

Novità

L’emendamento modifica il Dlgs 22/2015 (decreto ammortizzatori sociali attuativo del Jobs Act) estendendo l’ambito di applicazione ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio per eventi di disoccupazione che si verificano a partire dal primo luglio 2017. Un’altra novità è rappresentata dai requisiti: non è più necessario un mese di contribuzione nell’anno in cui si interrompe il rapporto di lavoro.

Quindi, dal primo luglio basterà: stato di disoccupazione al momento della domanda, almeno tre mesi di contribuzione nel periodo tra primo gennaio dell’anno precedente e momento dell’interruzione del rapporto. Esempio: se il rapporto si interrompe nell’ottobre 2017, ci vogliono almeno tre mesi di contribuzione dal primo gennaio 2016 all’ottobre 2017.

=> Guida ai nuovi ammortizzatori sociali

Soddisfatto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che nelle scorse settimane aveva anticipato l’intenzione del Governo di rendere strutturale la Dis-Coll:

«avevamo assunto un impegno e l’abbiamo mantenuto», «rappresenta una conferma della volontà di rendere questo strumento strutturale, in coerenza con la disciplina complessiva del lavoro autonomo non imprenditoriale contenuta nella legge delega».