Tirocini in azienda: nuove regole e modalità di attivazione

di Teresa Barone

Stato dell’arte sui tirocini extracurriculari in Italia in base alle nuove regole della Legge di Bilancio e all'applicazione regionale nel post-Covid.

ANPAL ha pubblicato il terzo rapporto di monitoraggio nazionale in materia di tirocini aziendali extracurriculari, analizzndo le caratteristiche e gli esiti dei percorsi realizzati nel triennio passato.

La nuova normativa

Il tirocinio extracurriculare consiste in un periodo di formazione on the job per l’acquisizione di competenze e l’inserimento (o il reinserimento) lavorativo. Istituito con l’articolo 18 della Legge 196/97 e disciplinato dal DM 142/98, regolamentato a livello regionale in base alle Linee guida risalenti al 2017.

L’assetto normativo italiano rappresenta uno dei più avanzati e completi d’Europa, conforme ai principi e ai criteri del Quadro Europeo di qualità per i tirocini.

Il più recente intervento normativo in tema è contenuto nella Legge di Bilancio 2022 (articolo 1, commi 720-726): la disposizione più significativa riguarda la limitazione della platea dei destinatari ai soli “soggetti con difficoltà di inclusione sociale”. La Regione Veneto si è rivolta alla Corte costituzionale impugnando il comma 721 relativo a tale limitazione.

È quindi ancora da capire in che modo in cui verrà interpretato questo concetto in sede di Conferenza Stato-Regioni e successivamente nelle varie discipline regionali.

I trend del tirocinio agile

Lo scorso anno sono stati attivati complessivamente quasi 329mila stage di lavoro, avvicinandosi di molto ai valori pre-pandemici.

Se alcune Regioni (Calabria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Provincia di Trento) hanno bloccato completamente i tirocini durante la crisi Covid, la maggior parte ha invece permesso di proseguire le esperienze a distanza, introducendo il cosiddetto “smart training”.

Con la fine dello stato di emergenza, diverse Regioni, pur riattivando i tirocini in presenza, hanno indicato il tirocinio agile come modalità preferenziale. Oggi, la prosecuzione dei tirocini da remoto o in modalità mista è consentita in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Calabria.

Tracciando un identikit del tirocinante, basandosi sulla platea estesa consentita finora, la maggior parte dei soggetti coinvolti è risultato avere meno di trent’anni, disoccupato o in cerca di prima occupazione, in linea con uno dei principali obiettivi dello strumento: facilitare il contatto e il primo ingresso nel mercato del lavoro, rafforzando le competenze e potenziando le strategie di ricerca attiva.

In termini economici, si segnala infine che, mentre i lavoratori hanno beneficiato dei contributi previsti dai Decreti Ristori, per i tirocinanti non è stato previsto un sostegno a livello nazionale sebbene alcune Regioni abbiano adottato provvedimenti in materia.