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Reddito di Cittadinanza 2022: nuovi importi, controlli e obblighi di lavoro

di Redazione PMI.it

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RdC dal 2022 sospeso dopo due rifiuti, riduzione sussidio dopo sei mesi e dopo il primo rifiuto dei soggetti occupabili, stretta su verifica requisiti.

Ritocchi al Reddito di Cittadinanza per il 2022, in particolare per quanto concerne le modalità di corresponsione del sussidio, che in base alle anticipazioni del Governo sulle misure previste dalla Legge di Bilancio approvata in Consiglio dei Ministri, prevedono:

una revisione della disciplina delle offerte di lavoro congrue e un decalage del beneficio mensile per i soggetti occupabili.

RdC con decalage

Con la riforma dello strumento, dopo i primi sei mesi di erogazione della prestazione, il RdC subirà un taglio di 5 euro al mese per i nuclei familiari in cui sono presenti soggetti occupabili (che possono lavorare) e dunque chiamati a rispettare gli obblighi sulle politiche attive connessi alla fruizione del beneficio. Il decalage parte dopo il primo rifiuto ma viene sospeso quando almeno un componente del nucleo familiare inizia a lavorare.

Esenzione dal taglio per le famiglie che ricevono come Reddito di Cittadinanza una somma inferiore ai 300 euro moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza. Sono esclusi da questa riduzione del sussidio anche i nuclei familiari in cui siano presenti minori di tre anni, disabili gravi o persone non autosufficienti.

RdC, controlli e lavoro: cosa cambia

Ci sono anche altre novità per i fruitori del Reddito di Cittadinanza:

  • Controlli sul patrimonio: verifica annuale sui requisiti dichiarati nella DSU ai fini ISEE
  • Verifica residenza e soggiorno: INPS e Comuni effettueranno verifiche preventive, anagrafiche e a campione, sui nuclei familiari dichiarati nella domanda di RdC.
  • Prestazioni gratuite: almeno un terzo dei beneficiari di RdC residenti in un Comune, dovranno essere coinvolti in servizio progetti utili alla collettività, in via gratuita e senza instaurazione di un rapporto di pubblico impiego.
  • Domanda come DID: i richiedenti del RdC saranno automaticamente considerati disponibili a lavorare, equivalendo la domanda di Reddito di Cittadinanza alla DID resa presso i centri per l’impiego (per tutti i maggiorenni del nucleo equivale), trasmessa all’ANPAL per l’inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche del lavoro.

Tra le altre novità in arrivo ci sono anche quelle più strettamente legate all’attività lavorativa vera e propria, come anticipato dal Governo, che nel Ddl di Bilancio ha inserito:

revisione della disciplina delle offerte di lavoro congrue, sgravi contributivi per le imprese che assumono i percettori del reddito e benefici fiscali per gli intermediari.

Per quanto concerne le offerte congrue, in particolare, si attua un giro di vite sui rifiuti di offerte di lavoro ammissibili prima che il Reddito di Cittadinanza venga revocato. Fino al 31 dicembre 2021 è possibile rifiutare fino a tre offerte ritenute non congrue, mentre dal 2022 le opzioni sul tavolo restano soltanto due offerte, la prima delle quali entro 80 km (o 100 minuti di trasporto pubblico) mentre la seconda in tutta Italia.

Per quanto concerne il rapporto tra rifiuto di un’offerta di lavoro e decalage del sussidio, il Premier Mario Draghi ha così commentato le novità:

In precedenza, se il percettore avesse accettato l’offerta, avrebbe perso tutto il Reddito di Cittadinanza. Oggi invece questo è graduato, in modo tale che ci sia l’incentivo ad accettare l’offerta di lavoro. E’ importante controllare che abbia ricevuto l’offerta di lavoro e l’abbia rifiutata prima che cominci il decalage: su questo stiamo ancora ragionando, il sistema precedente non ha funzionato.