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Green Pass sul Lavoro: le regole per i casi particolari

di Barbara Weisz

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Trasferte, consulenze esterne, cantieri, controllo presenze: chiarimenti da Confindustria sui casi particolari per l'attuazione dell'obbligo di Green Pass.

=> Green Pass sul lavoro: Linee Guida Confindustria per imprese

Il lavoratore che si reca da clienti o fornitori deve esibire il Green Pass, che è necessario nell’intera area del perimetro aziendale, anche per accedere a spazi esterni: sono alcune delle precisazioni contenute nel Vademecum di Confindustria sugli obblighi dal 15 ottobre, un report che analizza una serie di casi particolari, su cui si rilevano criticità interpretative sulle quali l’associazione imprenditoriale fornisce i primi chiarimenti.

Trasferte, appuntamenti di lavoro non in azienda

Il controllo del Green Pass viene effettuato nella struttura in cui il lavoratore in trasferta si reca (per esempio, il cliente). In ogni caso, secondo Confindustria è utile che il datore di lavoro imponga un obbligo contrattuale di immediata comunicazione nel caso in cui la verifica dia esito negativo. Questo obbligo potrebbe essere del committente (per esempio, in caso di mancato accesso al luogo di svolgimento della prestazione) o anche dello stesso lavoratore, per esempio nel caso in cui non possa prendere un treno interregionale per una trasferta.

=> Guida completa all'obbligo di Green pass

Spazi all’aperto, magazzini

La norma non fa alcun riferimento ai luoghi al chiuso: quindi, per esempio, in un cantiere edile, serve il green pass. Così come per entrare in uno spazio per il deposito di materiali, anche se al di fuori del perimetro produttivo, o in qualsiasi altro luogo al quale accedono i fornitori esterni. In sintesi, «sembra opportuno dare una accezione estensiva alla nozione di luogo di lavoro».

Privacy, rilevazione presenze, gestione viaggi

Questo è un punto importante. Il green pass, come è noto, si verifica attraverso la scansione di un QR Code. Il certificato minimizza i dati, indicando solo le generalità del proprietario e la validità in corso. La legge prevede poi che sia garantita la privacy, escludendo la registrazione di qualsiasi informazione legata al green pass. Quindi, la prima conseguenza è che non si può integrare o collegare il controllo al sistema di rilevazione delle presenze registrando un dato (per esempio). Ma su questo punto ci sono anche altre considerazioni legate alla privacy. Il datore di lavoro non può registrare la scadenza del green pass, operazione che consentirebbe di snellire le procedure.

Aai fini dell’organizzazione dei controlli, non è possibile acquisire dal lavoratore, né preventivamente, né ex post, la certificazione in corso di validità ovvero dichiarazioni in ordine alla tipologia e alla scadenza della stessa. Detto questo nell’ambito delle procedure che il datore di lavoro dovrà definire per disciplinare le modalità di svolgimento dei controlli, «sembrerebbe consentito richiedere al lavoratore di comunicare preventivamente, con riferimento a uno specifico periodo di interesse (esempio, per una specifica trasferta), se non sarà in possesso della certificazione.

Formazione

Le attività di formazione richiedono il green pass, anche perché sono previste nel normale orario di lavoro. In ogni caso, il controllo spetta, al titolare della struttura presso la quale si svolge il corso (con comunicazione dal datore di lavoro dell’eventuale carenza del green pass. Stesso discorso per un seminario che si svolge in orario di lavoro (anche se non in azienda). Attenzione: se però la partecipazione al seminario non costituisce orario di lavoro, oppure la formazione è a distanza e il lavoratore partecipa da casa, non è richiesto il green pass.

Smart working

Qui inseriamo una precisazione generale sullo smart working. Il decreto esclude esplicitamente dall’obbligo di green pass il lavoratore in smart working. E’ chiaro il riferimento a chi effettua la prestazione alvorativa da casa, o da altro luogo accessibile senza green pass. Resta però l’obbligo, anche per il lavoratore in smart working, in tutti i casi in cui invece svolge la prestazione in un lugo di lavoro diverso dall’azienda, per esempio se va da un cliente.

Altri casi particolari

  • La durata della prestazione lavorativa non rileva, anche se è breve. Esempio: un trasportatore che effettua una consegna, deve avere il green pass.
  • L’accesso a un luogo di lavoro di persone che invece non si trovano lì per motivi di lavoro, ad esempio i clienti di uno studio professionali, non richiede green pass.
  • Lavoro a turni: si consiglia di delegare alla verifica del green pass il personale della vigilanza, che è fisicamente prente in azienda.