Taglio del cuneo fiscale, nuove assunzioni agevolate e decontribuzione

di Barbara Weisz

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Da Bruxelles all'Italia nuove risorse per tagliare il cuneo fiscale a carico delle aziende del Mezzogiorno e incentivare le assunzioni di giovani e donne.

In attesa della riforma fiscale, che fra i punti salienti prevede un taglio strutturale del cuneo fiscale, arrivano nuove risorse europee emergenziali per abbassare il costo del lavoro, con un taglio sui contributi previdenziali. Nell’ambito del pacchetto da 4,7 miliardi di euro destinati all’Italia dalla Commissione UE, c’è infatti una quota rilevante, pari a 2,7 miliardi di euro, che va a ridurre i versamenti a carico dei datori di lavoro. I fondi supplementari, sottolinea la commissione di Bruxelles, contribuiranno  «a proteggere i posti di lavoro nelle piccole imprese delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna». L’Italia utilizzerà 2,7 miliardi di euro per ridurre del 30% le imposte versate dai datori di lavoro sui contributi previdenziali. Le piccole imprese delle regioni del Sud beneficeranno di tale riduzione se il lavoratore conserverà l’occupazione per almeno nove mesi dopo il periodo per il quale è richiesta l’agevolazione.

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Le altre decontribuzioni

I nuovi fondi sono aggiuntivi anche rispetto alle altre agevolazioni esistenti di riduzione dei costi contributivi, come le assunzioni agevolate di giovani fino a 36 anni previste dalla legge di Bilancio 2021 (per assunzioni nel biennio 2021-2022, ammessa anche la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato) rimasto a lungo in standby in attesa del disco verde UE, l’esonero contributivo del contratto di rioccupazione da poco partito, gli incentivi IO Lavoro fino ad esaurimento fondi, l’esonero contributivo per donne vittime di violenza di genere, anch’esso appena partito. Per le assunzioni femminili è previsto anche un esonero del 100% nel limite di 6.000 euro annui, per il biennio 2021-22, anche in questo caso previa autorizzazione dalla Commissione europea.

I nuovi fondi del React EU

Si tratta di fondi stanziato nell’ambito del programma React EU, che integrano le risorse destinate all’Italia per il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quindi aggiuntivi rispetto ai 191,5 miliardi che Bruxelles ha già previsto per il nostro Paese. Vanno utilizzati per progetti che promuovano le capacità di superamento della crisi Covid e per investimenti in operazioni che contribuiscano a preparare un rilancio economico sostenibile, digitale e resiliente. Il programma è entrato in vigore il 24 dicembre 2020 e può finanziare spese retroattivamente dal febbraio 2020 al 31 dicembre 2023. Oltre ai 2,7% che riducono del 30% il carico contributivo delle imprese, nell’ambito del nuovo stanziamento ci sono:

  • Occupazione giovanile: 200 milioni per ridurre i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che, nel 2021 e nel 2022, assumeranno persone di età inferiore ai 36 anni con contratti a tempo indeterminato. È compresa la conversione dei contratti a tempo determinato.
  • Occupazione femminile: 37,5 milioni per sostenere i datori di lavoro che assumono donne, anche in questo caso tramite riduzione dei contributi previdenziali.
  • Fondo nuove competenze: 1 miliardo per la formazione dei lavoratori, finanziando le ore non lavorate (ad esempio a causa di difficoltà dell’impresa) utilizzate dai lavoratori per frequentare corsi di formazione.
  • Politiche attive: 500 milioni di euro per rafforzare e modernizzare la rete di servizi pubblici per l’impiego e attuare politiche attive del mercato del lavoro. Le persone in cerca di lavoro, in particolare i disoccupati di lunga durata, potranno concludere un contratto su misura con i centri per l’impiego, per trovare un’occupazione in base alle competenze che possiedono.

Nell’ambito dello stanziamento appena approvato ci sono anche 81,7 milioni di euro per preparare, gestire, controllare e valutare i nuovi programmi e 190 milioni per aiuti alimentari alle persone bisognose. Circa 10mila organizzazioni partner in Italia forniranno pacchi alimentari più numerosi e di migliore qualità ad almeno 2,5 milioni di persone bisognose, oltre che migliori servizi sociali per i destinatari.