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Le misure per il Sud nella Legge di Stabilità 2021

di Redazione PMI.it

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Decontribuzione fino al 2029 in tutto il Sud, assunzioni agevolate giovani, incentivi per investimenti imprese e startup: la Manovra per il Mezzogiorno.

Esonero contributivo per datori di lavoro dipendente al Sud rimodulato ed esteso fino al 2029, credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno prorogato al 2022, incentivi ricerca e sviluppo potenziati, così come i finanziamenti Resto al Sud: sono tutte misure inserite nella Legge di Bilancio 2021. Vediamo in dettaglio come funzionano le misure a sostegno delle PMI del Sud.

Esonero contributivo

Innanzitutto la decontribuzione Sud. E’ una misura introdotta dal decreto Agosto (articolo 27 dl 104/2020), che prevede lo sconto del 30% sui contributi a carico dei datori di lavoro con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia per il personale dipendente. Dopo la sperimentazione da ottobre a dicembre 2020, la Manovra 2021 (comma 161 della legge 178/2020) la proroga fino al 2025, per poi scendere al 20% nel 2026-2027 e al 10% nel 2028-2029.

L’agevolazione non si applica soltanto al settore agricolo, al lavoro domestico e alle seguenti tipologie di imprese: enti pubblici economici, istituti autonomi case popolari, enti trasformati in società di capitali, ex istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, aziende speciali costituite anche in consorzio, ai consorzi di bonifica e consorzi industriali, agli enti morali e a quelli ecclesiastici.

Credito d’imposta investimenti imprese

Viene prorogato fino al 2022 il credito d’imposta per gli investimenti nel Sud previsto dalla manovra 2016 fino al 2020. L’incentivo riguarda l’acquisto di beni strumentali (macchinari, impianti e attrezzature varie) destinati a strutture produttive in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, e in alcune aree di Molise e Abruzzo, ed è un credito d’imposta modulato in base alle dimensioni d’impresa:

  • 45% per le piccole imprese;
  • 35% per le medie imprese;
  • 25% per le grandi imprese.

La Fondazione Studi del Consulenti del Lavoro sottolinea, in una recente circolare esplicativa, che gli investimenti in questione devono «fare parte di un progetto iniziale in conformità alle disposizioni comunitarie». In pratica, l’investimento deve riguardare un nuovo stabilimento (nuova iniziativa economica per le grandi imprese); l’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente; la diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

Resto al Sud

E’ l’incentivo per la nascita di nuove imprese nel Sud che era stato introdotto dal decreto 91/2017 per la crescita del Mezzogiorno, ora prorogato e potenziato. Si allarga la platea agli imprenditori fino a 55 anni di età (prima spettava fino a 45 anni). E’ un finanziamento per metà a fondo perduto e per la restante metà a tassa zero con copertura del Fondo di garanzia all’80%. Promuove la costituzione di nuove attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia. Viene gestito da Invitalia, a cui bisogna presentare domanda, e sul cui portale si possono trovare tutte le indicazioni operative.

=> Manovra 2021: Guida alle misure per le imprese

Altre misure

  • Credito d’imposta ricerca e sviluppo: il comma 185 della manovra proroga al 2022 il credito d’imposta R&S per le imprese di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Stimola l’avanzamento tecnologico dei processi produttivi e gli investimenti in ricerca e sviluppo, compresi quelli in ambito COVID-19; è pari al 25% per le grandi imprese, al 35% per le medie imprese e al 45% per le aziende di piccole dimensioni.
  • Nell’ambito della proroga dell’esonero contributivo al 100% per tre anni sulle nuove assunzioni di giovani under 35, fino a un massimo di 6mila euro, c’è un ulteriore beneficio per le imprese che assumono in sedi o unità operative del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna), in base a cui l’esonero contributivo è per quattro anni (48 mesi invece che 36).

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