Buon incremento dei contratti a tempo indeterminato nelle Pmi

di Roberto Rais

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Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio sul mercato del lavoro, della Confederazione nazionale artigianato, nel corso del mese di febbraio i nuovi contratti a tempo indeterminato sarebbero stati il 37,5% del totale, in incremento del 5% rispetto allo stesso periodo di appena un anno fa. Per la Confederazione, il balzo sarebbe principalmente attribuibile all’effetto delle norme sulla decontribuzione nei primi tre anni, prevista dalla legge di Stabilità.

=> Riforma del Lavoro sull’indeterminato

In particolare, dichiara la Confederazione in una sua nota, la crescita del lavoro dipendente a tempo indeterminato sarebbe il primo effetto delle norme che rendono notevolmente più convenienti queste tipologie di contratti, in virtù della decontribuzione che viene prevista per i primi tre anni. Il ricorso ai contratti a tempo indeterminato aveva d’altronde già iniziato ad aumentare nello scorso mese di gennaio, e a febbraio ha vissuto una vera e propria impennata statistica. In maniera ancora più specifica, la Confederazione prevede che con l’entrata in vigore del decreto sul contratto di lavoro a tutele crescenti, in attuazione del Jobs Act, già da marzo si registrerà una ricomposizione delle forme contrattuali applicate ancora più marcata, auspicando altresì che l’occupazione torni a crescere grazie al miglioramento del quadro congiunturale in atto. Infine, i dati forniti dalla Cna segnalano che all’interno del “mondo” a tempo indeterminato, sono cresciute principalmente le assunzioni a tempo pieno, con una quota che è passata dal 21,3% al 31,2% del totale delle assunzioni in un anno.