Investire nelle rinnovabili? In Italia è un risky business

di Paolo Sebaste

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Deutsche Bank ha recentemente reso noto un proprio studio in cui vengono assegnati i punteggi ad un gruppo di 109 paesi, relativamente alla presenza di condizioni più o meno favorevoli per investimenti nel settore delle energie rinnovabili.

La ricerca, intitolata Global Climate Change Policy Tracker: An Investor’s Assessment è stata realizzata da Deutsche Bank Columbia Climate Center presso Earth Institute, Columbia University.

Sono stati individuati tre livelli di rischio che sono stati assegnati sulla base di otto criteri, ed hanno portato alla definizione della “pagella” attribuita ai diversi stati con il raggiungimento di punteggi dall’otto al dodici (livello 1), dal tredici al venti (livello di rischio 2) e oltre ventuno (livello di rischio 3).

Leggendo il punteggio assegnato al nostro paese ed il livello di rischio attribuito (livello 3 – rischio elevato) si possono fare diverse considerazioni ma soprattutto non si può non pensare che in fondo (ma mica tanto) non potevamo che aspettarci un giudizio così severo da parte dei banchieri tedeschi sul modo in cui gli investimenti in energie rinnovabili vengono incoraggiati e promossi nel “paese del sole”.

Le ricadute economiche su industria ed economia italiana, giudicate notevoli secondo una ricerca IEFE (Centre for Research on Energy and Enviromental Economics and Policy dell’Università  Bocconi) promossa da GSE (Gestore Servizi Elettrici) rischiano di rimanere solo teoriche secondo l’analisi svolta dall’Istituto tedesco.

Il criterio principale (trattandosi di investimenti) è rappresentato dagli incentivi, suddiviso in cinque sotto-criteri.

Per Deutsche Bank (e non solo) è fondamentale anzitutto l’esistenza di tariffe incentivanti nei paesi in cui si va a investire, viene inoltre assegnato un giudizio sulla efficacia delle politiche adottate dagli stati messi sotto osservazione, che consentano di mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia dei due gradi Celsius oltre la quale il cambiamento climatico viene considerato irreversibile.

In Italia, pur esistendo un sistema tariffe incentivanti si sottolinea la presenza di ostacoli significativi agli investimenti, riconducibili ad una forte burocratizzazione, alle scarse disponibilità  di finanza pubblica e all’assenza di un sistema sanzionatorio per le inadempienze.

Investire nel settore delle fonti rinnovabili: molte Pmi avranno stimato che il mercato italiano è semplicemente difficile ed invece è addirittura….rischioso!

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