Datore di lavoro e dipendenti: carriera vs. mobbing e salute?

di Noemi Ricci

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In un mondo in cui si va sempre più di corsa e lo stress sembra non risparmiare nessuno, trovare un ambiente lavorativo sano e piacevole diventa una reale esigenza, non solo per la propria produttività  ma anche per la propria salute.

A fine 2008 è tornato alla ribalta l’annoso dilemma carriera/salute, in relazione alla notizia di uno studio sugli effetti “nocivi” di un capo arrogante in ufficio, in grado di mettere in serio pericolo il sistema cardiocircolatorio dei dipendenti aumentando il rischio di infarto.

La notizia faceva riferimento alla ricerca pubblicata sull’Occupational and Environmental Medicine e condotta dai ricercatori del Karolinska Institute e dell’Università  di Stoccolma su tremila dipendenti uomini svedesi tra i 19 e i 70 anni impiegati nella zona di Stoccolma.

A creare problemi sarebbe la continua esposizione allo stress causata da un capo irascibile, arrogante, impreparato o molesto. Situazione che può portare facilmente a comportamenti compensativi dannosi per la salute generale e più nello specifico del cuore: fumare, bere o alimentarsi in maniera disordinata.

I ricercatori svedesi hanno riscontrato 74 casi di infarto, angina acuta e ischemia mortale , nei quali il fattore comune era un ambiente lavorativo sfavorevole e stressante creato dal capo ufficio in cui i dipendenti hanno vissuto per almeno quattro anni.

Ricordiamo inoltre che, nei casi in cui l’arroganza del capo ufficio non si limiti semplicemente all’incapacità  di creare un ambiente sereno produttivo ma sfoci nel Mobbing (comportamento offensivo volto a minare la psicologia e l’immagine del lavoratore) questo è perseguibile e risarcibile.