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Decreto Rinnovabili: Prestigiacomo, no a tetto 8mila MW

di Noemi Ricci

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Incentivi Fotovoltaico addio? Il ministro Prestigiacomo nega il tetto di 8GW nella bozza del decreto Rinnovabili domani in CdM e rassicura le imprese.

Nessuno stop definitivo agli incentivi al Fotovoltaico in Italia nei piani di Governo, almeno secondo il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che, dopo le dure critiche alla bozza del Decreto Rinnovabili – dal 2014 abrogazione Conto Energia, tagli 30% retroattivi a incentivi Eolico e presunto tetto massimo da 8GW per incentivi a impianti fotovoltaici – ha dovuto rassicurare le imprese anticipando che il testo definitivo del decreto non conterrà alcun tetto massimo per produzione incentivata da fotovoltaico.

Il Ministro ha minimizzato quanto trapelato sulla bozza: «sono ancora in corso gli incontri tra i tecnici del ministero dell’Economia e quelli dell’Ambiente per arrivare ad un testo condiviso.

Quanto ho letto sulla stampa supera le reali intenzioni del ministro Romani e del Governo», ha dichiarato la Prestigiacomo a margine dell’inaugurazione a Brindisi dell’impianto Enel per la cattura di CO2.

L’obiettivo del Governo, secondo il Ministro dell’Ambiente, è di rispettare l’impegno europeo al 2020 e arrivare ad una percentuale del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Per cui, gli 8.000 megawatt per il Fotovoltaico sono «un obiettivo che ci siamo dati noi e non è un obbligo di legge, non costituisce un tetto».

Il Ministro ha poi aggiunto che bisognerà comunque rivedere la strategia in funzione dei progressi tecnologici, vista la forte crescita nell’ultimo anno della produzione da Fotovoltaico e i ritardi di altre fonti rinnovabili. «Posso confermare che il provvedimento del Governo andrà in questa direzione e non smentirà l’impegno a favore delle fonti rinnovabili».

In pratica, investire su tutte le filiere con un mix energetico, con tecnologie che garantiscano emissioni zero, ma anche investendo sulle fonti rinnovabili e quindi senza fermare una spinta verso un settore che ha anche promosso molti posti di lavoro e sviluppato attività produttive.

Intanto il ribattezzato “decreto blocca Solare”, dopo il preconsiglio dei ministri di ieri arriverà domani giovedì 3 marzo in Consiglio dei Ministri.

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