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Quinto Conto Energia: Governo cede, sì alle modifiche

di Francesca Vinciarelli

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Il Governo è pronto ad accettare le proposte di modifica al Quinto Conto Energia e al decreto sulle Rinnovabili Elettriche dell'ANCI: ecco tutte le revisioni sul tavolo dopo la Conferenza unificata.

Sui decreti Quinto Conto Energia e Rinnovabili Elettriche il Governo depone le armi: decisivo l’esito della Conferenza Stato Regioni che ha espresso parere negativo sui provvedimenti così come formulati dai ministri Corrado Clini (Ambiente) e Corrado Passera (Sviluppo Economico).

A margine della Conferenza Unificata, in cui si chiedeva in pratica  di trovare un punto di convergenza più ampio, il Governo si mostra pronto ad accettare le modifiche proposte e di inserirle nel Quinto Conto Energia e nel decreto sulle Rinnovabili Elettriche non fotovoltaiche.

Filippo Bernocchi, delegato dell’ANCI alle politiche energetiche, ha infatti dichiarato che «il Governo si è formalmente impegnato a modificare il testo originale dei provvedimenti recependo le proposte ANCI volte a valorizzare le iniziative che hanno impatto in termini sociali e ambientali per i territori».

Dunque, il Governo accetterà le richieste ANCI, ma non tutte le proposte della Conferenza Stato Regioni, che peraltro chiedono le stesse modifiche presentate da impreseCamera e UE: bonus per la sostituzione dei tetti in amianto con pannelli fotovoltaici, incentivi per l’utilizzo di prodotti made in Europe, revisione delle soglie per il registro impianti e soprattutto taglio incentivi graduale.

Impegno del Governo su modifiche ANCI

Le modifiche ANCI che il Governo si è impegnato a valutare sono proposte: «per il Fotovoltaico su accesso diretto alle tariffe incentivanti per impianti realizzati in sostituzione di coperture in eternit fino a 1000 kW, per interventi che combinano la produzione di energia al risparmio energetico e per gli impianti di iniziativa pubblica fino a 30 kW, oltre ad una adeguato periodo di transitorietà a salvaguardia delle iniziative e degli investimenti già effettuati dai Comuni e dagli Enti pubblici, prioritariamente per la realizzazione di interventi in aree di crisi industriale e per aree ambientalmente degradate».

Mentre «sul fronte delle altre fonti rinnovabili, oltre alla riconferma delle corsie preferenziali per gli interventi pubblici, soprattutto finalizzati al recupero di calore (cogenerazione), l’ANCI ha proposto di inserire vincoli ambientali per l’accesso ai meccanismi di premialità (in termini di riduzione delle emissioni in atmosfera), valorizzazione delle biomasse forestali a filiera corta, ciò anche al fine di favorire occupazione e salvaguardia ambientale e prevenzione del rischio idrogeologico.
Tra le proposte, inoltre, anche un periodo di transitorietà, come richiesto per il fotovoltaico, per gli interventi già avviati».

Non resta che attendere per capire quali sono realmente le modifiche che il Governo intende apportare ai due decreti che rivedono le tariffe incentivanti e le modalità di agevolazione per le fonti rinnovabili ed il fotovoltaico, ovvero al Quinto Conto Energia e al decreto sulle Rinnovabili Elettriche.