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Quinto Conto Energia: richiamo UE su incentivi Rinnovabili

di Francesca Vinciarelli

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Critiche UE a Quinto Conto Energia e Decreto Rinnovabili Elettriche diverse dal Fotovoltaico: rivedere obbligo di iscrizione al Registro impianti, tagli drastici alle tariffe incentivanti e assenza di misure per rinnovabili termiche ed efficienza energetica.

Superano i confini italiani le critiche al Quinto Conto Energia e al Decreto sulle Rinnovabili Elettriche: questa volta a chiedere modifiche ai decreti interministeriali che tagliano gli incentivi a Fotovoltaico e altre fonti rinnovabili è la UE.

Il commissario UE all’Energia, Guenter Oettinger, ha sottoposto al Governo Monti le molte criticità del Quinto Conto Energia e del Decreto sulle Rinnovabili Elettriche: il meccanismo dei registri obbligatori, i tagli drastici delle tariffe incentivanti e l’assenza di misure per le Rinnovabili termiche e per l’efficienza energetica.

Anche per la UE l’introduzione dell’iscrizione obbligatoria al Registro degli impianti incentivabili rischia di rendere troppo complicata la burocrazia, aumentando i costi gestionali e ostacolando l’accesso agli incentivi.

«La forte riduzione delle tariffe incentivanti, insieme alle procedure amministrative che si applicano agli incentivi, renderanno molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento», si legge nella lettera UE al Governo italiano.

La UE si pone dunque sulla stessa linea di pensiero delle imprese del settore Rinnovabili, chiedendo al Governo maggiore gradualità nei tagli.

Bruxelles concorda con associazioni, sindacati e imprese sulla necessità di provvedimenti dedicati al settore del riscaldamento e del raffrescamento, ma soprattutto di «chiarezza sulla continuazione del sistema di sostegno ai progetti di efficienza energetica e la definizione degli obiettivi per il 2020 del sistema di Certificati bianchi».

Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, la lettera inoltrata al Governo rende evidente che «per stare in Europa, non si possono affossare le energie pulite» e «l’invito di Bruxelles a rivedere da capo a fondo il nuovo decreto sulle energie rinnovabili è un chiaro avvertimento sulla necessità di non sacrificare le fonti rinnovabili e i meccanismi che le incentivano».

Dezza chiede quindi al Governo di «dare certezza a un settore economico che è tra i pochissimi, già da anni, in controtendenza rispetto alla crisi economica».

E ora la speranza delle imprese, ma anche dei rappresentanti del Pd e della Associazioni di categoria, è che la strigliata dell’UE serva per indurre finalmente il Governo a rivedere completamente il Quinto Conto Energia ed il Decreto Rinnovabili.