Tratto dallo speciale:

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici

di Alessia Valentini

scritto il

I produttori di pannelli fotovoltaici devono disporre di un servizio di riciclo degli impianti a fine vita: ecco come scegliere il partner per lo smaltimento RAEE dei pannelli esausti.

Le PMI della filiera del Fotovoltaico sono chiamate ad adeguarsi alle nuove direttive in materia di smaltimento dei pannelli solari.

Il Parlamento Europeo, infatti, durante ultima revisione delle norme sui rifiuti elettronici – Direttiva 2002/96/CE sui RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) – ha inserito i moduli fotovoltaici tra le apparecchiature da smaltire attraverso la raccolta differenziata e da avviare al riciclo.

La novità rientra nel più vasto quadro di una revisione della normativa europea sullo smaltimento dei rifiuti elettronici.

Le nuove direttive UE sullo smaltimento RAEE

Dal 30 Giugno 2012 ogni produttore è obbligato a disporre di un adeguato servizio di riciclo degli impianti a fine vita. I pannelli fotovoltaici esausti quindi, non possono più essere smaltiti autonomamente ma devono seguire le rigide procedure stabilite dall’Unione Europea.

Le indicazioni del Parlamento Europeo hanno prodotto ricadute significative: per assicurare ai propri clienti l’accesso agli incentivi infatti, i produttori di impianti fotovoltaici hanno dovuto adeguarsi aderendo ad un sistema collettivo o consorzio che garantisce il riciclo dei moduli fotovoltaici, come stabilisce il DM.05 Maggio 2011.

Consulta la normativa sugli impianti fotovoltaici

Come puntualizzato dal COBAT (Sistema Nazionale di Raccolta e Riciclo), un sistema di raccolta e riciclo richiede però una adeguata garanzia finanziaria, a prescindere dalla data di installazione dei moduli e dalla effettiva operatività del sistema stesso.

Inoltre, in diverse regioni nostrane non si dispone di capacità sufficienti per assicurare lo smaltimento dei rifiuti del territorio, anche perché – nonostante la normativa europea sia unificata – in Italia esistono numerose regolamentazioni specifiche, la cui mancata osservanza può condurre alla comminazione di pesanti sanzioni.

Ovviamente in Italia esistono consorzi attivi in tal senso, ad esempio Remedia Servizi (certificata ISO 9001 e ISO 14001) per la gestione dei RAEE e dei rifiuti derivanti da pile e accumulatori e impianti fotovoltaici.

Chi non si fosse ancora adeguato e voglia effettuare comparazioni anche di prezzo rispetto alle realtà italiane, può valutare la possibilità di avvalersi di aziende tedesche: la camera di commercio italo-tedesca promuove e si pone come mediatore, nei contatti fra realtà aziendali italiane e tedesche, per facilitare e risolvere problematiche ma soprattutto per dare informazioni che consentano la concretizzazione di un Sistema Duale, ossia una società privata che opera a livello nazionale  offrendo la raccolta differenziata di rifiuti da imballaggio a fianco del servizio pubblico di smaltimento rifiuti.

Al momento è possibile delegare il recupero alle seguenti nove società duali tedesche: Grüner Punkt, Landbell, Intersoh, VFW, Eko-Punkt, Belland Dual, Zentek, Redual, Veolia Umweltservice.

Ognuna ha il medesimo grado di affidabilità ma vi sono piccole differenze nelle condizioni contrattuali offerte e soprattutto per i prezzi al chilo per lo smaltimento dei singoli materiali da imballaggio.