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Verso un futuro sostenibile: l’evoluzione dell’idrogeno verde nell’industria italiana tra sfide e prospettive

di Redazione PMI.it

Pubblicato 28 Febbraio 2024
Aggiornato 30 Maggio 2024 09:36

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Andrea Montanino, Direttore Strategie Settoriali e Impatto di CDP, sostiene l’innovazione nel settore dell’idrogeno verde, promuovendo una decarbonizzazione sostenibile dell’industria italiana.

L’idrogeno verde, cioè prodotto da fonti rinnovabili, rappresenta una delle possibili opzioni per la decarbonizzazione dell’industria hard-to-abate in Italia che consuma l’85% del gas naturale dell’intero comparto manifatturiero del Paese.

Andrea Montanino, Direttore Strategie Settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti, mette in luce le potenzialità e le difficoltà legate all’adozione di questa fonte energetica. 

Andrea Montanino sul potenziale applicativo dell’idrogeno verde nel processo di decarbonizzazione

La capacità dell’idrogeno verde di supportare la riduzione delle emissioni di CO2, in particolare nei settori cosiddetti hard-to-abate dove altre modalità sono meno efficaci, lo rende una soluzione potenzialmente praticabile per un’ampia adozione. Soprattutto considerando, come ben sottolinea Andrea Montanino, che “In Italia, disponiamo di tecnologie e infrastrutture idonee alla produzione e al trasporto di idrogeno verde, elementi importanti per progredire in questo campo. Il quadro normativo, sia a livello nazionale che europeo, riconosce l’importanza di questo obiettivo, riflettendo il nostro impegno per una transizione energetica sostenibile”. 

Sebbene la transizione verso l’idrogeno verde rappresenti una mossa strategica per l’Italia, con un significativo potenziale applicativo sia nei comparti che lo utilizzano come materia prima (raffineria e ammoniaca) che in quelli hard-to-abate tra cui l’acciaio, il cemento e il vetro.

In particolare, per dare un contributo significativo attraverso l’utilizzo dell’idrogeno verde al percorso di decarbonizzazione e si volesse sostituire, ipoteticamente, tutto l’idrogeno attualmente prodotto da fonti fossili con quello verde e, al contempo, sostituire un quinto del gas naturale per usi energetici nei già citati settori hard-to-abate, sarebbe necessario aumentare del 50% circa la capacità produttiva elettrica rinnovabile esistente. Una sfida ambiziosa, data la sua attuale limitata diffusione: Andrea Montanino evidenzia però l’importanza di appianare le difficoltà e di riconoscere il potenziale di questa transizione verso fonti energetiche più sostenibili. 

I principali snodi che l’Italia deve attraversare nell’adozione dell’idrogeno verde

Seppur promettente, come sottolineato da Andrea Montanino il percorso dell’Italia verso l’adozione dell’idrogeno verde incontra diversi ostacoli.

Tra le maggiori sfide spiccano i costi di produzione elevati, in particolare se al confronto con quelli delle materie prime fossili, i vincoli tecnologici, legati sia all’efficienza degli elettrolizzatori sia alla necessità di adeguamenti impiantistici per la sostituzione del gas naturale e l’intermittenza delle fonti rinnovabili, che si scontrano con la necessità di continuità e programmazione dei processi produttivi.

A ciò si aggiunge da un lato una domanda di mercato ancora timida, frenata dall’assenza di obblighi specifici e da un contesto regolatorio che necessita di maggiore chiarezza e armonizzazione a livello europeo e dall’altro da una limitata efficienza in termini di conversione, l’energia generata con l’idrogeno è, infatti, pari a circa il 60% di quella necessaria per produrlo.

La prospettiva di Andrea Montanino su un futuro sostenibile per l’Italia

Di fronte alle numerose sfide che si presentano, Andrea Montanino sottolinea l’essenzialità dell’adozione di una strategia nazionale per l’impiego di idrogeno verde sul larga scala e l’implementazione di strumenti finanziari e incentivi per favorire la ricerca e lo sviluppo volti a incrementare i volumi di produzione nel settore.

Il Direttore Strategie Settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti ha sottolineato i fattori che pongono l’Italia in una posizione favorevole rispetto ai principali competitor europei nell’utilizzo dell’idrogeno verde, evidenziando come questi possano facilitare la crescita nel settore.

Tra i principali vantaggi si annoverano: un sistema manifatturiero di alto livello, che si trova ai primi posti nell’UE per produzione di tecnologie termiche e meccaniche convertibili all’idrogeno; una rete del gas capillare e riconvertibile all’idrogeno; una crescente produzione di energie rinnovabili e sviluppo del biometano, che rendono l’idrogeno facilmente integrabile nel sistema energetico; una posizione geografica strategica fa dell’Italia un ideale hub energetico, in particolare per i flussi provenienti dall’area Mediterranea.

I primi passi di Europa e Italia verso l’integrazione dell’idrogeno verde

Tale prospettiva è in linea con la strategia sull’idrogeno sviluppata dall’Unione Europea con i pacchetti Fit-for-55 e REPowerEU, orientati a stimolare un significativo aumento della produzione e dell’uso di idrogeno verde entro il 2030.

La realizzazione di tali obiettivi prevede un considerevole investimento finanziario, per potenziare la capacità produttiva degli elettrolizzatori e sviluppare le infrastrutture necessarie. Grazie alla sua posizione strategica nel Mediterraneo, si prevede per l’Italia un ruolo fondamentale come principale via di accesso per l’idrogeno proveniente dal nord Africa verso l’Europa, la diminuzione della dipendenza dal gas naturale e la diversificazione delle risorse energetiche.

La creazione di “hydrogen valleys” e l’impegno nella ricerca e sviluppo sottolineano l’importanza di un approccio coordinato e integrato per sfruttare il potenziale dell’idrogeno verde, non solo come leva per la transizione ecologica ma anche come opportunità di crescita per il Paese.

Andrea Montanino e CDP impegnati per il futuro verde del Paese

L’approccio proattivo di Cassa Depositi e Prestiti riflette il serio impegno dell’Italia a rispettare gli accordi internazionali sull’ambiente, come l’Accordo di Parigi e il Green Deal europeo. Una propositività che colloca CDP in una posizione di rilievo per contribuire agli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni, mirando ad un sistema energetico più pulito e innovativo.

Guardando al futuro, Andrea Montanino esprime il suo sostegno a favore delle iniziative che promuovono una transizione energetica globale sostenibile, incluso il supporto per la ricerca e lo sviluppo nel campo dell’idrogeno verde. 

L’impegno di Cassa Depositi e Prestiti in favore dell’idrogeno verde rappresenta un passo significativo per l’economia e l’ambiente in Italia“, osserva Andrea Montanino. “Con l’adozione di strategie specifiche e investimenti mirati, l’Italia può aspirare a posizionarsi come centro energetico innovativo e sostenibile. 

L’impiego dell’idrogeno verde favorirebbe una notevole riduzione delle emissioni di gas serra, promuovendo allo stesso tempo lo sviluppo economico e l’autonomia energetica nazionale. La collaborazione tra i vari attori, sia pubblici che privati, è fondamentale per realizzare questi obiettivi, supportando gli sforzi di sostenibilità a livello globale.”