Microimprese: firmato protocollo d’intesa nazionale

di Teresa Barone

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Nuovo accordo a favore della microimprenditoria siglato a livello nazionale: sostegno alle micro-imprese e contributi per le start-up avviate dai soggetti svantaggiati.

È stato siglato un nuovo accordo volto a sostenere le microimprese e, nel contempo, rilanciare l’occupazione di soggetti svantaggiati: il protocollo vede l’impegno dell’Ente Nazionale per il Microcredito, Fondazione San Patrignano, Associazione San Patrignano Scuola e Formazione, Unione Artigiani della Provincia di Milano e la Regione Campania.

Il protocollo a favore delle microimprese prevede l’attuazione di una serie di programmi finalizzati al potenziamento delle capacità imprenditoriali e alla creazione di posti di lavoro, nonché a dare sostegno alle microimprese.

È anche prevista l’erogazione di fondi mesi a disposizione dei vari enti da utilizzare per fornire garanzie ai prestiti che le microimprese concorderanno con le banche.

I contributi sono anche finalizzati a coprire le spese di formazione e tutoraggio. Oltre al supporto nell’avvio di nuove imprese, sono previsti aiuti per la realizzazione di un’attività congiunta di fund raising.

Soggetti beneficiari

Tutti gli interventi sono destinati ai soggetti appartenenti alle categorie svantaggiate, come giovani e donne disoccupate, vittime dell’esclusione sociale e soggetti che hanno concluso con successo percorsi di riabilitazione dalla tossicodipendenza, pronti a reinserirsi nel mercato del lavoro.

  • Soggetti che hanno concluso positivamente il percorso riabilitativo dalla tossicodipendenza e che necessitano di un sostegno per il loro definitivo reinserimento nella società civile e professionale;
  • Soggetti svantaggiati in qualità di portatori di handicap;
  • Soggetti inoccupati o disoccupati, in particolare giovani e donne;
  • Famiglie e altri soggetti destinatari delle rimesse effettuate dagli immigrati presenti in Italia;
  • Più in generale, i progetti si rivolgeranno a favore di soggetti svantaggiati, non bancabili e/o vittime di esclusione sociale.

Il protocollo prevede anche l’istituzione di un “Comitato Etico dei Garanti” con il ruolo di promuovere le attività realizzate dai vari enti e verificare l’impatto sociale dei progetti.

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