Aiuto di Stato alle PMI: nuove regole dal primo Luglio

di Barbara Weisz

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Più finanziamenti pubblici e semplificazioni per le PMI: l'Europa allarga le maglie sugli aiuti di Stato per incrementare gli investimenti in innovazione. Le nuove regole dal primo luglio.

Dal primo luglio 2014 entrano in vigore le nuove regole sugli aiuti di Stato alle PMI. I nuovi Regolamenti UE prevedono semplificazioni (es.: per danni da calamità naturali, per infrastrutture a banda larga) ed una corsia preferenziale se investono in ricerca e sviluppo. Le piccole e medie imprese potranno ottenere finanziamenti per una gamma più ampia di attività e per importi maggiori senza chiedere preventive autorizzazioni. Tutte le novità sono contenute in due diversi testi: GBER (General Block Exemptions Regulation) e R&D&I Framework, entrambi in vigore dal prossimo 1 luglio 2014 per spianare la via alle imprese verso il raggiungimento degli obiettivi Europa 2020. Vediamo con precisione cosa prevedeono le nuove regole.

=>I nuovi aiuti di Stato a PMI e imprese innovative

Ricerca e Sviluppo

Sono stati innalzati i tetti massimi per gli aiuti statali fribili da ogni impresa beneficiaria senza autorizzazione UE ed è stato ampliato l’ambito degli incentivi per ricerca, sviluppo e innovazione esentate dall’obbligo di notifica a progetti pilota e prototipi, cluster d’innovazione e aiuti per l’innovazione dei processi e dell’organizzazione. Ecco tutti i nuovi tetti massimi per le singole categorie di progetti di ricerca e sviluppo:

  • Ricerca fondamentale: 40 milioni di euro (prima erano 20).
  • Ricerca industriale: 20 milioni di euro, dai precedenti 10 mln.
  • Sviluppo sperimentale: 15 milioni di euro dai precedenti 7,5.
  • Studi di fattibilità: da 7,5 a 20 milioni di uero, a seconda del campo di attività (prima il tetto era sempre a 7,5 mln).

Sono state alzate anche le percentuali di aiuto finanziario da parte dello Stato per ogni singolo progetto, mantenendo la differenziazione fra grandi imprese, medie imprese e piccole imprese. Restano al 100% per tutti i finamenti per la ricerca fondamentale, mentre ecco quali sono i nuovi limiti per le altre tipologie di innovazione:

  • Ricerca industriale e sviluppo sperimentale: 60-70% per le grandi imprese, 70-80% per quelle di media dimensione, 80.90% per le piccole aziende.
  • Ricerca infrastrutturale: 60% indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa.

L’Europa punta così a incrementare gli investimenti in R&S e Innovazione del 50% entro il 2020, portando gli investimenti dall’attuale 2% al 3% del Pil, in linea con Stati Uniti e Giappone.

Altri aiuti

Come anticipato, sono state esentate dalle autorizzazioni UE nuove categorie di finanziamenti: sovvenzioni per danni da calamità naturali, trasporti per residenti in regioni periferiche, infrastrutture a banda larga, innovazione, aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio, attività sportive amatoriali e infrastrutture multifunzionale. Il Regolamento stabilisce per ciascuna i limiti nei quali resta l’esenzione (quindi non ci sono limiti agli aiuti di Stato) e quando invece scattano paletti.

Con le nuove regole, i paesi membri saranno tenuti a notificare fra il 10 e il 25% dei casi di aiuti di Stato, contro l’attuale 40%. Dunque, una sforbiciata burocratica per 3/4 degli attuali aiuti e 2/3 delle sovvenzioni, con un minor onere amministrativo per imprese, amministrazioni pubbliche e UE. Ci sono però anche nuovi obblighi di trasparenza (es.: gli Stati membri sono tenuti a pubblicare online i dati sui finanziamenti superiori a 500mila euro).

Fonti: nuovo Regolamento GBER e Framework su Innovazione, R&S

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