Brevetti+ 2, la domanda di finanziamento PMI

di Barbara Weisz

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Al via sulla piattaforma di Invitalia la domanda di finanziamento Brevetti+ 2 per PMI e spin-off universitari: istruzioni per ottenere i contributi a fondo perduto.

Brevetti

Dal 6 ottobre è possibile fare domanda di finanziamento per i brevetti di PMI e spin-off universitari: il bando Brevetti+ 2 concede contributi a fondo perduto (fino a 140mila euro per impresa) a copertura dell’80% delle spese (fino al 100% per gli spin-off). La misura è finanziata con 30,5 milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico per favorire la capacità innovativa e competitiva delle aziende italiane.

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La domanda si presenta esclusivamente attraverso la piattaforma telematica di Invitalia, alla quale bisogna registrarsi. Bisogna possedere firma digitale e indirizzo di posta elettronica certificata (casella PEC). Va allegato un project plan, da compilare online e trasmettere completo di allegati all’indirizzo brevettiplus@pec.invitalia.it entro 30 giorni dall’assegnazione del protocollo elettronico. Modello di domanda, istruzioni e fac-simile del project plan sono disponili online a sul sito web di Invitalia.

Il project plan contiene le modalità con cui l’impresa intende valorizzare economicamente il brevetto e il modo in cui i servizi sono finalizzati all’obiettivo. La valutazione sarà effettuata, in base a parametri stabiliti relativi a credibilità strategia di valorizzazione del brevetto, coerenza dei servizi, fornitori, costi.

=> Italia nel brevetto unico europeo

Imprese beneficiarie

Il finanziamento Brevetti+ 2 è destinato a micro imprese e PMI, anche di nuova costituzione, con sede in Italia, con uno dei seguenti requisiti:

  • titolari o licenziatarie di un brevetto rilasciato successivamente al primo gennaio 2013;
  • titolari di una domanda di brevetto depositata successivamente alla medesima data, che abbia i seguenti requisiti: in caso di deposito nazionale, il rapporto di ricerca con esito “non negativo”; in caso di deposito per brevetto europeo, la richiesta di esame sostanziale all’EPO; in caso di deposito di domanda internazionale di brevetto (PCT), la tassa di esame preliminare internazionale o il verbale di deposito necessario alla nazionalizzazione dei brevetti;
  • in possesso di un’opzione o di un accordo preliminare di acquisto o di acquisizione in licenza di un brevetto, rilasciato successivamente al 01/01/2013, con un soggetto, anche estero, che ne detiene la titolarità.

L’incentivo è riconosciuto anche agli spin-off universitari, in cui la partecipazione al capitale dell’ente di ricerca o ateneo (riconosciuto dal MIUR) sia sopra il 10%, con la titolarità di un brevetto o di un accordo preliminare di acquisto o di acquisizione in licenza d’uso del brevetto, purché concesso successivamente al primo gennaio 2012 e trasferito dall’università o ente di ricerca socio.

Sia le imprese sia gli spin-off universitari al momento della presentazione della domanda devono essere iscritte al Registro Imprese ed essere nel pieno esercizio dei diritti civili (non in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali).

=> Brevetti: Patent box, modalità operative

Spese ammissibili

Spese ammesse: servizi specialistici per la valorizzazione economica del brevetto, sia all’interno del ciclo produttivo sia sul mercato. Il bando contiene in tabella il dettaglio di tutti i servizi ammissibili (studi di fattibilità, prototipi, mercati, comunicazione e via dicendo). Aree dei servizi: industrializzazione e ingegnerizzazione, organizzazione e sviluppo, trasferimento tecnologico.

Fonte: Invitalia

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