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Bonus Acqua Potabile, domande entro febbraio

di Teresa Barone

27 Febbraio 2024 07:54

Bonus Acqua Potabile, domanda entro febbraio 2024: guida ai requisiti, alle spese ammesse e alla procedura di accesso al beneficio fiscale.

Per le domande per il Bonus Acqua Potabile (o Bonus Idrico), applicabile alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 per sistemi di miglioramento dell’acqua potabile – ad esempio installando un casa un depuratore – la scadenza è il 28 febbraio 2024.

Bisogna farlo utilizzando il servizio web dell’Agenzia delle Entrate (dal percorso: Servizi > Agevolazioni > Credito d’imposta dell’acqua potabile).  Si può anche inviare una comunicazione sulla base dell’apposito modello e delle specifiche tecniche indicate nella scheda informativa, previo controllo di conformità (con il software specifico predisposto dalle Entrate).

Le istruzioni sono contenute nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 9 gennaio 2024. Vediamo i requisiti e le spese ammesse.

Bonus Acqua Potabile: cos’è

Il Bonus Acqua Potabile o Bonus Idrico (introdotto dal DM 27 settembre 2021, n. 395) è finalizzato a migliorare qualitativamente le acque destinate al consumo, purché siano erogate dagli acquedotti. Dunque, riguarda l’acqua che esce dal rubinetto di casa ed i relativi sistemi.

Si tratta di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre, che in ogni caso non deve superare i seguenti importi:

  • 1.000 euro per ogni unità immobiliare, richiesto dalle persone fisiche non esercenti attività economiche;
  • 5.000 euro per ogni immobile adibito ad attività commerciale o istituzionale, richiesto da tutti gli altri soggetti.

In base alle domande pervenute (27.932.195 euro) rispetto ai fondi disponibili (5 milioni di euro), il credito concesso per il 2022 è stato pari al 17,9005%.

Per quali dispositivi idrici è previsto il Bonus Acqua Potabile

 Il Bonus Acqua Potabile viene concesso per l’acquisto e l’installazione di sistemi di:

  • filtraggio,
  • mineralizzazione,
  • raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare E290

NB: questo credito d’imposta, che è su domanda al Ministero, non va confuso con il Bonus Acqua in Bolletta, concesso in modo automatico alle famiglie a basso reddito ISEE, a cui vengono applicate direttamente in bolletta gli sconti stabiliti dall’ARERA, sulla base delle tariffe locali.

Come e quando richiedere il Bonus Acqua Potabile

Per ottenere il bonus è necessario inviare all’Agenzia delle Entrate il modello di “Comunicazione delle spese per il miglioramento dell’acqua potabile”.

L’importo delle spese sostenute per i dispositivi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento o addizione di anidride carbonica deve essere documentato tramite fattura elettronica o documento commerciale con il codice fiscale del soggetto che richiede il credito.

Privati e soggetti diversi da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, inoltre, devono effettuare il pagamento con versamento bancario o postale o altri sistemi di pagamento tracciabile che non prevedano i contanti.

Le informazioni sugli interventi vanno trasmesse poi all’Enea.

L’ammontare delle spese agevolabili va comunicato all’Agenzia delle Entrate nel mese di febbraio, tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia (sezione Servizi, categoria Agevolazioni, voce Credito di imposta per il miglioramento dell’acqua potabile).

In alternativa, è possibile inviarla come file conforme alle specifiche tecniche della scheda informativa.

Il Bonus può essere utilizzato in compensazione con F24, oppure nella dichiarazione dei redditi in caso di persone fisiche non titolari di attività d’impresa o lavoro autonomo.

La normativa di riferimento

Il riferimento di legge più recente per il Bonus Acqua Potabile è la Legge di Bilancio, che ha prorogato il Bonus Idrico di cui all’articolo 1, commi da 1087 a 1089, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, prevedendolo all’Articolo 1 comma 713 della Legge 234/2021.

A questo link sono disponibili le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione del modello di domanda.

Con provvedimento del 3 aprile 2023 è stata invece determinata la percentuale del credito d’imposta effettivamente fruibile. Infine, con la Risoluzione n. 17 del 1° aprile 2022 è stato istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24.