Licenziamenti

Comporto e licenziamento del dipendente

Licenziamento In caso di malattia, il lavoratore ha diritto a conservare il proprio posto di lavoro per tutto il periodo (c.d. di comporto) come stabilito dalla legge o dalla contrattazione collettiva, nonché alla retribuzione o indennità prevista: durante tale periodo, il lavoratore non può essere licenziato se non per giusta causa. => Licenziamento per giustificato motivo Seppure ormai superata dalla contrattazione, resta in vigore come norma di chiusura l'art. 6, R.D.L. 13 novembre 1924 n. 1825, secondo cui in caso di malattia il dipendente ha diritto a conservare il posto di lavoro per 3 mesi...

Secondo lavoro compatibile con assenza per malattia

Malattia L'assenza per malattia non compromette la possibilità di svolgere un secondo lavoro presso terzi, purché si possa dimostrare che questo è compatibile con lo stato di malattia e che non comprometta la guarigione, ovvero non ritardi il suo reinserimento nell’attività lavorativa principale (provocando un danno al datore di lavoro). La sentenza n. 15989/2016 dellaCorte di Cassazione si pone in linea con precedenti pronunce della stessa Corte, ad esempio la n. 23365/2013 con la quale era stato definito illegittimo il licenziamento di un lavoratore che, posto in malattia, aveva...

Licenziamenti: nuove regole sui risarcimenti

Licenziamenti Le regole sul licenziamento previste dal Jobs Act, con l'introduzione del contratto a tutele crescenti, non si applicano al pubblico impiego, per il quale cambia però il tetto del risarcimento economico in 24 mensilità: per il resto, continua ad applicarsi l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, con reintegro nel posto di lavoro in assenza di giusta causa, indipendentemente dalla data di assunzione. => Contratto a tutele crescenti e licenziamenti Pubblico impiego In generale, continua ad applicarsi l'articolo 18 per cui, in caso di licenziamento illegittimo, scatta...

Troppo Internet sul lavoro: sì al licenziamento

Fisco online - lavoro La sentenza della Corte di Cassazione n. 14862/2017 ha stabilito la legittimità del licenziamento di un lavoratore nel caso in cui questi faccia un uso eccessivo di Internet al lavoro. Più in particolare i giudici supremi si sono pronunciati in relazione al licenziamento per giusta causa intimato al lavoratore dall'azienda per abuso di connessione Internet del PC assegnatogli in dotazione, avendo verificato l'esistenza di accessi indebiti alla rete anche in relazione ad i relativi tempi di collegamento. Navigazione che il lavoratore non ha dimostrato essere legata all'attività...

Conciliazione, esodo e APe Social

Gli ex dipendenti di Poste Italiane usciti dal lavoro tramite accordo aziendale possono accedere all'APe Social? Mi riferisco ai riferimenti nei decreti attuativi all'Art. 7 della legge 15 Luglio 1966 N.604. Nel mio caso, ad esempio, sono disoccupato dal 2016 con i requisiti contributivi e anagrafici per l'APe.

Fedeltà al datore di lavoro? Più che un dovere…

Fedeltà aziendale L'art. 2105 c.c. vieta al lavoratore di trattare affari in concorrenza con il proprio datore di lavoro e di divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa o di farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio. L'articolo è stato oggetto di un tormentato dibattito dottrinale, poiché pone innanzitutto il problema di stabilire se la disposizione in questione imponga al lavoratore un dovere di fedeltà inteso in senso lato o se sul prestatore di lavoro gravino esclusivamente i doveri negativi in esso espressamente specificati. Seguendo la tesi...

Passaggio appalto, licenziati con sussidio

Siamo un’azienda che lavora su appalto. A fine anno una Società appaltante (privata) ci ha dato disdetta del servizio che facevamo comunicandoci che dal nuovo anno il servizio “diventava a zero ore”. Abbiamo saputo successivamente che il medesimo servizio è stato affidato ad altra azienda che opera con proprio personale, subentrata dopo di noi. In questo caso al momento del licenziamento del personale, scatta la NASpI o si considera un passaggio di appalto?

Licenziamento per assenze strategiche

Licenziamento Quando le assenze per malattia avvengono per un numero esiguo di giorni e si reiterano troppo di frequente, soprattutto se costantemente agganciate ai giorni di riposo - creando un danno della prestazione lavorativa e all'azienda stessa - la Cassazione (cfr. sentenza n. 18678/2014) legittima il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore. => Quando si configura il licenziamento per giusta causa Le ripetute assenze “a macchia di leopardo”, comunicate senza preavviso, anche se non superano il periodo di comporto provocano infatti: «una prestazione...

Molestie in ufficio, le regole

Molestie Con la sentenza n. 23286/2016 la Corte di Cassazione ha sancito nuove regole per dimostrare eventuali molestie sessuali sul luogo di lavoro, stabilendo l'illegittimità, perché discriminatorio, del licenziamento della lavoratrice o del lavoratore che, così come confermato da altre testimonianze, lamenta di perso il posto per non aver “acconsentito” agli approcci del superiore / datore di lavoro. => Mobbing, la Corte di Cassazione dice come individuarlo In presenza di deposizioni plurime, infatti, scatta l'inversione probatoria a carico del datore ex art. dlgs 198/2006....

Velo sul lavoro, quando è lecito il divieto

Velo Il divieto dell'azienda di indossare il velo islamico durante le ore di lavoro è legittimo se il regolamento interno proibisce ai dipendenti di identificarsi attraverso simboli religiosi, politici, filosofici o di altro genere. Invece, è inammissibile in altri casi, ad esempio su richiesta di un cliente. Lo stabiliscono due diverse sentenze della Corte di Giustizia Europea, che si riferiscono entrambe a casi di licenziamento per aver indossato il velo al lavoro. => Le regole sul licenziamento in Italia Normativa Ricordiamo che la discriminazione religiosa diretta (articolo 2,...

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