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Licenziamento in età pensionabile: quando è legittimo

di Noemi Ricci

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La sentenza della Corte di Cassazione che chiarisce quando è legittimo il licenziamento del lavoratore che ha maturato i requisiti per accedere alla pensione di anzianità.

La possibilità per l’impresa di recedere dal rapporto di lavoro nel caso in cui il lavoratore raggiunga il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia non è legata al raggiungimento dell’età, ma al conseguimento effettivo del trattamento da parte dell’interessato. Dunque va ritenuto legittimo il licenziamento del lavoratore in possesso dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, solo se questa viene erogata subito: lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 13181/2018.

Recesso ad nutum: vincoli

La Legge Fornero (D.L: 201/2011) ha previsto, nel caso in cui il lavoratore raggiunga i limiti di età (ovvero 70 anni e 7 mesi di età), il cosiddetto “licenziamento ad nutum”, cioè il licenziamento libero, senza obbligo di motivazione, da parte del datore di lavoro.

I giudici spiegano però:

La possibilità del recesso ad nutum, con sottrazione del datore di lavoro all’applicabilità del regime dell’articolo 18 della legge n. 300/1970 è condizionata non dalla mera maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi idonei per la pensione di vecchiaia, bensì dal momento in cui la prestazione previdenziale è giuridicamente conseguibile dall’interessato”.

Licenziamento solo con pensione erogata

Dunque i giudici hanno accolto il ricorso di un lavoratore nei confronti di una banca, stabilendo che non è legittimo il licenziamento del lavoratore in possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia, se la prestazione non gli viene erogata immediatamente.