Partite IVA, stop bollette a 28 giorni

Approvato emendamento che vieta la fatturazione delle bollette telefoniche e televisive a 28 giorni, anche per le utenze professionali: tempi di approvazione ed entrata in vigore.

Confluisce nel testo del decreto fiscale, dopo l’approvazione in commissione Bilancio, l’emendamento che vieta le bollette a 28 giorni da parte di operatori telefonici e abbonamenti alle Pay TV. Viene così abolita una pratica che consente, in alcuni casi, di inviare 13 bollette nell’arco dell’anno. La norma prevede che le bollette debbano necessariamente avere cadenza mensile, o di multipli del mese.

=> Bollette a 28 giorni, regole per privati e aziende

Sono quindi proibite fatturazioni con cadenza sotto i 30 giorni, sia nei confronti dei privati sia per la clientela business, imprese e partite IVA. Escluse dal divieto di fattura sotto i 30 giorni solo le promozioni di durata inferiore al mese non rinnovabili.

Attenzione: la misura riguarda telefonia fissa e mobile ed abbonamenti TV, non le utenze dell’energia (gas, luce, acqua), che sono già regolamentati da apposita delibera dell’Authority.

Gli operatori avranno 120 giorni di tempo per adeguarsi, a partire dall’entrata in vigore della legge di conversione. Nel caso in cui il termine non venga rispettato, è previsto un indennizzo di 50 euro al cliente, più un euro per ogni giorno di fatturazione illegittima. Sono anche state alzate le sanzioni, da un minimo di 240mila a un massimo di 5 milioni di euro.

Sarà l’Authority per le comunicazioni a vigilare sulla corretta interpretazione della norma, e a stabilire la decorrenza del nuovo regime sanzionatorio.

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