Office vs OpenOffice: il gratis non basta

di Tullio Matteo Fanti

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Microsoft pubblica (e poi ritira) un filmato mirato a mostrare la superiorità della soluzione MS Office in termini di produttività, costi e sicurezza rispetto al pur sempre apprezzato OpenOffice

Microsoft ha pubblicato sul canale YouTube “officevideos” un filmato (poi rimosso dal canale, ma rimasto comunque online) progettato per mostrare la superiorità della soluzione MS Office in termini di produttività, costi e sicurezza rispetto alla pur sempre apprezzata alternativa gratuita OpenOffice. Il video dura solo 170 secondi, sufficienti tuttavia a trasmettere un’immagine estremamente negativa della nota suite di produttività open source.

Le testimonianze, riportate nel filmato sotto forma di slideshow dinamiche, arrivano da 17 responsabili d’azienda che per un certo periodo sono passati dall’usuale Microsoft Office a OpenOffice. Tutte le dichiarazioni riportate trasudano di scontento nei confronti della suite gratuita, riportando un calo generale nella produttività e nell’interoperabilità con altri formati, con un conseguente crollo nell’efficienza e un senso di frustrazione generale per tutto il comparto.

Non mancano inoltre messaggi relativi agli alti costi di gestione delle postazioni dotate della soluzione per ufficio Oracle, dovuti ad una assistenza inadeguata da parte di quest’ultima e all’impreparazione generale dei dipartimenti IT nel seguire con efficienza le problematiche relative ai programmi opensource.

In poche parole, secondo Microsoft l’aria che si respira in una azienda che si affida a soluzioni “alternative”, quali appunto OpenOffice, è carica di tensione e frustrazione mentre l’utilizzo di Microsoft Office non può che portare una ventata di buonumore, con meno spese di gestione e più soddisfazione da parte dei dipendenti, in linea di massima già abituati ad utilizzare la suite di casa Redmond.

Il filmato, al di là di contenuti ben lontani dall’essere obiettivi, sta facendo discutere per essere uscito in perfetta concomitanza con il momento in cui OpenOffice sta mostrando segnali di difficoltà, con una scissione interna che ha visto la nascita di The Document Foundation e l’arrivo di LibreOffice.