L’Open Source? Non è così importante…

di Claudio Mastroianni

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Secondo i decision maker aziendali, usare software libero non è ancora una priorità dell'impresa: lo rivela uno studio di Forrester Research, che sottolinea: Linux va meglio

L’Open Source non è così diffuso come si potrebbe immaginare: lo rivela uno studio di Forrester Research, che sottolinea come il software libero sia ancora vittima delle paure dei manager IT.

Sarebbero di nuovo la mancanza di supporto e i problemi di sicurezza le cause di maggior timore per i decision maker aziendali: «Per Linux e tutti gli altri applicativi a sorgente aperto, restano queste le due maggiori preoccupazioni in ambito business. Se l’Open Source vuole continuare a essere uno strumento importante, l’ecosistema che lo supporta dovra lavorare su questi problemi».

Per giungere a queste conclusioni Forrester ha raccolto le opinioni di circa 2500 esperti di software enterprise in Europa e Stati Uniti, secondo i quali l’utilizzo del software libero non è ancora considerato un’azione prioritaria per il successo di un’impresa, a differenza ad esempio dell’adozione di SOA o del Web 2.0.

Solo il 23% degli intervistati avrebbe infatti indicato il software libero come una priorità o un’azione da svolgersi al più presto. Per il 41% di loro, invece, l’Open Source non rientra neppure nell’agenda dell’impresa.

Ma come in passato, Forrester avverte le aziende di prestare maggiore attenzione alla comunità del software libero: «Molti professionisti non sono coscienti di quanto codice open source sia contenuto all’interno di prodotto che stanno usando, magari con una licenza commerciale».

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